Bmw i-Vision

Il concept della Bmw i-Vision, dotata di uno schermo da 21 pollici e sistemi elettronici che si controlleranno a gesti

Mentre aspettiamo che lei, l’auto, ci tolga di mezzo ogni problema facendo tutto da sola, il nostro modo di guidare sta per cambiare radicalmente grazie a vetture e software sempre più intelligenti. Prendete il cyber pulmino Volkswagen Budd-e, un prototipo pronto per essere sfornato nelle concessionarie: il fatto che sia un elettrico duro e puro che fa più di 500 chilometri con un pieno di watt, e che si ricarichi all’80% in mezz’ora, passa quasi in secondo piano quando ti accorgi che, mentre sei in viaggio, puoi regolare il riscaldamento di casa, monitorare gli elettrodomestici e perfino guardare in faccia chi ti ha appena suonato all’uscio. A proposito di porte, quelle del veicolo targato Vw riconoscono il padrone e i passeggeri abilitati a salire a bordo proprio come quelle della Golf R Touch, mentre dal cruscotto sono scomparsi pulsanti e levette perché tutto si comanda a voce o sfiorando uno degli schermi.

Per gestire i sistemi elettronici delle Bmw di un futuro assai prossimo, invece, basteranno i gesti, mentre General Motors ha pensato a fare foto e video da pubblicare sui social in piena sicurezza. Come? Per i selfie basta schiacciare un bottoncino posto sul volante e a diramare il prezioso scatto pensa il wi-fi di bordo. Sembra una sciocchezza, ma il numero di automobilisti che finisce per andare a sbattere a causa di un incauto clic è in vertiginoso aumento…

Insomma: se fino a ieri potevi stupire colleghi e amici con la frenata automatica in città o con le telecamere da parcheggio, oggi questi dispositivi rappresentano il minimo sindacale dell’alta tecnologia applicata alle quattro ruote. Per distinguersi davvero occorre almeno il sensore di veglia montato, per esempio, su alcuni modelli di Lexus e Mercedes (la nuova Classe E è un iper concentrato di tecnologia e guida autonoma), che sfrutta una micro-telecamera per capire se al conducente «cala la palpebra», ovvero se in agguato c’è un colpo di sonno. L’abbiocco imminente attiva un allarme che sveglierebbe anche un morto oppure una voce perentoria che dice, più o meno, «sei stanco, fermati». E il gioco è fatto, nel senso che il potenziale incidente viene evitato. L’unico limite di questa raffinata tecnologia consiste nel fatto che per sperimentarne l’efficacia bisognerebbe fare una notte in bianco, andare sull’autostrada più dritta della zona e attendere che Morfeo faccia il suo lavoro rischiando la vita. Meglio, allora, aggiungere al cocktail tecnologico il software che ti monitora attimo per attimo e avvisa quando è il momento di un buon caffè ristoratore con l’inequivocabile segnale di una tazzina che lampeggia sul display, a indicare che si è in riserva con la caffeina.

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IN ALCUNI CASI

SONO ANCORA PROTOTIPI,

MA IN BREVE TEMPO

CAMBIERANNO IL MODO DI GUIDARE

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Un figurone lo fanno anche le plance da Jumbo jet come quella del già citato Volkswagen Budd-e, che raccoglie in un singolo hub quello che una volta si chiamava quadro strumenti e la console centrale, o il Virtual Cockpit offerto, tra le altre, sull’Audi TT. In questo caso un display da 1.440 x 540 pixel visualizza informazioni che vanno dalla velocità al numero di giri e alla mappa stradale in tre dimensioni.

La parola magica resta, comunque, “connessione”. Lo dimostra l’accordo stretto da Ford con Amazon per montare sulle auto dell’ovale blu il sistema Echo, che riproduce musica, ma può anche permettere di verificare da casa qual è il livello di carica della vettura che riposa in garage e, una volta in viaggio, di gestire l’appartamento impostando il condizionatore. La scandinava Volvo si sta concentrando sulle auto che si guidano da sole e, già che c’è, si è accordata con Ericsson per rendere l’esperienza dei futuri “ex” piloti il più rilassante possibile. Come? Studiando un sistema capace di agganciare i programmi televisivi senza interruzioni e con immagini ad alta qualità, con una finezza in più: una funzione consente di tarare la durata del viaggio in base a quella di ciò che si sta vedendo. In concreto, chi si vuole godere una partita di calcio può dire alla macchina di arrivare a destinazione proprio sul fischio finale dell’arbitro, a costo di rallentare la marcia in modo strategico.

 

Nulla sarà più come prima anche sul fronte delle elettriche. Ricordate i tempi in cui venivano guardate con sufficienza dai patiti delle grandi cavallerie che le consideravano roba da «fermi»? Adesso gli smanettoni faranno bene a stare zitti perché al Ces di Las Vegas, la fiera che da quasi cinquant’anni mostra le avanguardie tecnologiche, si è vista la FfZero1, un missile terra-terra costruito dalla californiana Faraday Future, che ha il cervello nella Silicon Valley e la cassaforte a Pechino, nel senso che è finanziata dai cinesi. I cavalli sono mille e si passa da zero a 100 in tre secondi, ma la vera notizia per i nativi digitali sta nel volante, in cui si infila a incastro lo smartphone per farsi una tonnellata di fatti propri con le app.

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PAROLA MAGICA CONNETTIVITÀ:

HYUNDAI FARÀ GESTIRE

ALLE AUTO LE RIPARAZIONI

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Da concept a concept, ecco la Bmw i-Vision e il suo schermo da 21 pollici che, noblesse oblige, si controlla a gesti. Tra coloro che si sono convertiti ai motori a batteria c’è anche Sergio Marchionne, sì, proprio lui che neanche un anno fa diceva che sarebbe stato imprudente investire su veicoli di super-nicchia e invitava provocatoriamente gli americani a non comprare la 500 elettrica, venduta a suo dire sottocosto per 14 mila dollari. Adesso, invece, folgorato sulla via di Tim Cook, sta per lanciare una Chrysler ibrida che si ricarica alla spina.

Le cyber auto, però, hanno un limite: sono soggette a panne meccaniche esattamente come le loro antenate. La soluzione proposta da Hyundai è un’app che permette di collegare il motore allo smartphone e ricevere dettagliate istruzioni per le riparazioni da strada. Se il guasto è serio, naturalmente, la vettura lancia un Sos all’assistenza della Casa. Ma la vera chicca per i tecno-maniaci arriverà dall’accordo stipulato tra Ford e Dji, la Rolls-Royce dei droni, per realizzare micro velivoli capaci di decollare e atterrare dalle e sulle auto in movimento. L’idea è quella di poter effettuare ricognizioni in caso di emergenze umanitarie, ma c’è già chi sogna di poter comprare al volo le sigarette in Autogrill senza neanche interrompere il viaggio.