Range Rover

Si confrontano gli incentivi, calcolatrice alla mano. Un balletto di cifre, discussioni in famiglia e, alla fine, il verdetto: ecco l’auto che conviene di più in questi tempi di crisi. Per i costruttori c’è l’ovvio aspetto positivo della vitaminizzazione di un mercato abulico, ma c’è anche un lato negativo: oggi come oggi non vendono vetture, ma incentivi, un po’ come accadde una dozzina di anni fa quando lo Stato scese in campo in favore delle quattro ruote e le classifiche di vendita furono scalate dall’Innocenti Elba che era, appunto, più un incentivo ambulante che una vettura. Il problema sta nel fatto che così non si crea una clientela fedele nel tempo, la gente si affeziona ai freddi numeri dei prezzi e non a un guizzo di design, alla dolce potenza di un motore, alla storia che sta dietro al prestigio di un grande marchio. Il rimedio? Facile, ma solo in apparenza: lanciare nuovi modelli capaci di piacere indipendentemente dagli aiuti del welfare dei pistoni.
Ecco una carrellata sulle auto più convincenti che stanno per arrivare nelle vetrine dei concessionari, parata che si apre con la Fiat 500 Cabrio di imminente debutto sulle strade. Scoprire la piccola che fa trend significa strizzare l’occhio agli under 30, che hanno visto le Mg e le Triumph solo nei film in bianco e nero ma hanno comunque tanta voglia di cielo. È riservata, invece, agli appassionati con qualche anno in più, anche se solo per motivi di censo economico, la Maserati GranTurismo Cabriolet: la capote in metallo ripiegabile è il tecnologico segno dei tempi moderni, mentre il propulsore V8 da 4,7 litri di cilindrata affonda le radici nella storia dell’automobilismo veloce con i suoi 400 e passa cavalli.

Da sogno
Per trovare altre auto da sogno bisogna varcare i confini e andare in Germania, culla di Porsche e Mercedes. La casa della cavallina rampante concretizza un suo antico progetto, quello di offrire alla sua facoltosa clientela anche una quattro porte perché non è detto che un porschista debba restare single per sempre. La vettura a prova di prole si chiama Panamera, monta un otto cilindri derivato da quello che equipaggia il Suv Cayenne e sarà disponibile anche nella versione a trazione integrale. Ma la novità più grande arriverà tra qualche mese: si tratta del motore diesel che per qualcuno rappresenta una rivoluzione copernicana in casa Porsche e ha già debuttato con successo sulla Cayenne. La nuova stella (naturalmente a tre punte) della galassia Mercedes è la Amg Sls, una supercar con propulsore anteriore-centrale. Anche in questo caso i cilindri sono otto, ma la cilindrata è oversize: 6.300 centimetri cubi, che significano la stratosferica potenza di 571 cavalli. La velocità massima potenziale è di quelle che fanno venire l’itterizia agli autovelox, ovvero 315 chilometri orari, ma il dato che rende meglio l’idea del carattere di questa Mercedes è quello relativo all’accelerazione da zero a 100 all’ora, una pratica che si può svolgere nel soffio di 3,8 secondi. Inutile dire che tanta possanza si paga, e a caro prezzo. Se non potete (o non volete) staccare un assegno così pesante sul fronte degli zeri e preferite la filosofia del low cost, il modello che fa per voi arriverà dopo l’estate. È fissato per il prossimo settembre, infatti, l’esordio della Dacia Sandero Stepway, un Suv made in Romania controfirmato da Renault. La sua quotazione dovrebbe attestarsi intorno ai 15mila euro ma gli allestimenti sono tutt’altro che minimalisti. Di piccolo cabotaggio, in compenso, i motori: quello a benzina è un 1.600 da 90 cavalli, mentre il diesel di cavalli ne eroga 70.
I consumi della Dacia Sandero Stepway sono contenuti, ma su questo fronte il Suv low cost viene battuto, almeno in città, dalla nuova Toyota Prius. L’ibrida giapponese affina ulteriormente la collaborazione tra i suoi motori a benzina (1.800 centimetri cubi, 98 cavalli) ed elettrico e l’aerodinamica fino a raggiungere un coefficiente di penetrazione di 0,25, uno dei più bassi tra le vetture contemporanee. Risultato: si viaggia emettendo il minimo sindacale di CO2 e si può contare su una ragionevole brillantezza di marcia dato che la Prius edizione 2009 accelera da zero a 100 orari in 9,8 secondi. Certo, nulla di paragonabile al brio che sa sprigionare un’altra novità targata Toyota, la 250, che porta le insegne del marchio di lusso della casa, la Lexus. Si tratta di una cabriolet dalle linee ultrasportive alla quale risponde con la stessa formula un altro big giapponese, la Honda, sempre con il marchio gemello destinato al mercato di fascia superiore che, in questo caso, è Infiniti. La vettura in questione è la G37 equipaggiata, come del resto la connazionale Lexus Is 250, con un raffinato tettuccio metallico retrattile. Sotto il cofano c’è un sei cilindri di 3,7 litri di cilindrata e il cambio, automatico, è a sette rapporti; fra le tante pregevolezze di quest’auto merita una citazione particolare l’impianto integrato per la navigazione satellitare e l’intrattenimento dotato di un hard disk da 9,3 gigabyte.

Piccole e non solo
Tornando in Europa, va segnalata la tendenza dei principali costruttori a mettere in campo vetture di dimensioni contenute, ma dalle spiccatissime caratteristiche sportive. Tra le molte eredi della storica Golf Gti spiccano due modelli, l’Alfa Romeo 149 e l’Audi A1. L’italiana, che esordirà all’inizio del 2010, è una due volumi dalle forme aggressive sottolineate da un assetto particolarmente ribassato. L’aspetto e, soprattutto, la sostanza della 149, che i più informati sostengono si chiamerà Milano, promettono di riconvertire all’alfismo molti di quelli che hanno abbandonato questa religione automobilistica anni fa, sdegnati dal passaggio alla trazione anteriore, sacrificio imposto dalle economie di scala. Non ha, invece, bisogno di riconquistare nessuno la nuova Audi, dato che la casa di Ingolstadt ha creato nel tempo una tifoseria affezionata alla cui legione più giovane è dedicata la A1. Sul fronte estetico il tratto più rilevante è l’imponente calandra che, vista dallo specchio retrovisore, consiglia vivamente di dare spazio. Un’esposizione di muscoli forse eccessiva per la versione d’accesso, che è spinta da un propulsore a benzina da 1,2 litri di cilindrata che eroga 86 cavalli, ma del tutto giustificata per la turbo, che di cavalli ne ha ben 170.
Se le piccole cattive a volte ritornano, non se ne sono mai andate dal panorama del mercato automobilistico le berline, che devono essere sempre più eleganti, spaziose e versatili. Tutte doti che si ritrovano nella carta di identità delle Bmw Serie 5 Gran Turismo: per una volta vale la pena di concentrarsi sui sedili posteriori che, in posizione standard, offrono alle gambe dei passeggeri uno spazio paragonabile a quello di una Serie 7 e alla testa un’altezza simile a quella della X5. Prendendosela comoda il volume del bagagliaio è di 440 litri, ma se si vuole aumentarlo fino a quota 590 si possono far slittare i sedili in avanti di una decina di centimetri. Per mettersi al volante di una Serie 5 Gran Turismo bisognerà aspettare il mese di ottobre. E pazientare una trentina di giorni in più se si intende optare per la nuova proposta che arriva dalla Svezia, la Volvo S60 che dimostra come anche nel tempio della sicurezza si stia facendo strada il gusto per le linee filanti e aggressive.

Monovolume e suv
Tra le novità più appetibili c’è anche una monovolume, che vedrà la strada in autunno. È la Peugeot 5008, che basa il suo appeal su una linea profilata che evoca quella del Tgv e su una serie di dotazioni di sicurezza che trova il suo culmine nel radar che misura la distanza dal veicolo che precede la 5008. Poi c’è lo sfruttamento ottimale di ogni centimetro di spazio disponibile ma, in fondo, per una moderna monovolume questa è una non notizia. Da prima pagina, invece, è la potenza della nuova Range Rover: 510 cavalli. A fare da contorno a tanta potenza ci sono allestimenti opulenti, da limousine, che fanno dimenticare una volta per tutte il fatto che la Range era nata come fuoristrada, anche se fin da subito ha percorso più i vialetti di ingresso delle tenute nel chiantishire che i tratturi. Che, invece, restano il terreno prediletto della Land Rover, giunta alla quarta generazione, la prima sotto l’egida del gruppo indiano Tata, che nella sua campagna acquisti ha messo sotto le sue bandiere anche un altro marchio caro alla vecchia Inghilterra, la Jaguar. Ovviamente anche la Land con il passare del tempo si è un po’ imborghesita, adesso è comoda, veloce, raffinata negli allestimenti e nelle dotazioni. Ma qualcosa del vecchio carattere è rimasto: la nuova Discovery all’occorrenza può trainare senza sforzo rimorchi fino a 3,5 tonnellate di peso.
Una prestazione che sarebbe troppo chiedere alla Skoda Yeti, che tra le fuoristrada può essere considerata una small, dato che è lunga 4,22 metri, larga 1,79 e alta 1,69. Di serie su tutte le versioni ci sono l’Esp, gli airbag laterali, anteriori e a tendina, i fendinebbia, il climatizzatore semiautomatico e il lettore Mp3. Ancora all’insegna della compattezza la seconda novità Bmw, la X1, che rispetto alle sorelle maggiori cala l’asso dell’agilità nel traffico, candidandosi al titolo di vettura più «in» tra quelle che sostano con le mamme al volante davanti all’uscita delle scuole dei quartieri altolocati. E molto femminile è anche la Opel Astra nell’edizione 2010: l’aspetto a metà tra quello di una berlina e quello di una coupé pare fatto apposta per sottolineare l’avvenuta emancipazione anche in campo motoristico. Un’emancipazione che può essere anche in piccolo, grazie alla Volkswagen Polo che adesso usufruisce dei vantaggi di una dieta dimagrante che ne ha ridotto il peso della carrozzeria del 7,5%. La new Polo arriverà in agosto. Un consiglio? Prenotatela con uno dei nuovi motori Tdi a iniezione diretta. Consumi da motorino e la giusta dose di brillantezza saranno assicurati. Insomma se si fugge dagli incentivi l’automobile è ancora emozionate.