Il prototipo della Blow Car

A vederla è una microcar tradizionale, ma la tecnologia alla base di questo prototipo viene dallo spazio. Il risultato è un’auto gonfiabile, un prodotto fantascientifico destinato a diventare realtà nel 2012, che ha stupito il pubblico del Motor Show. La carrozzeria di Blow Car mette da parte le vecchie lamiere, quelle che poi finiscono dallo sfasciacarrozze, e si riveste d’aria. Una soluzione che fa pensare ad un giocattolo, più che ad una vettura e l’associazione non depone certo a favore della sicurezza, ma Blow Car sembra nata per stupire. Infatti il suo geniale inventore ha preso in prestito un materiale utilizzato nell’industria aerospaziale, l’esacianato di cloruro, per creare un’auto leggerissima ed allo stesso tempo solida. L’esacinato di cloruro è il materiale ignifugo di cui sono fatti gli scivoli d’emergenza, è robusto e costituisce gli inflatable systems che compongono la carrozzeria di Blow Car. La soluzione dei cuscini d’aria rende la vettura particolarmente leggera, consentendo un notevole risparmio sui consumi ed una maggiore abitabilità. Blow Car è amica dell’ambiente anche per quanto riguarda le motorizzazioni, previste in versione elettrica, ibrida e termica. La vocazione eco, però non è tutto: a beneficio di quanti volessero distinguersi ad ogni costo, la carrozzeria gonfiabile consentirà di sbizzarrirsi con le personalizzazioni. Tutto merito di un architetto abruzzese, con un passato di successo in Fiat. Il creatore di Blow Car è Dario Di Camillo, un uomo ingegnoso che ha saputo mettere a frutto le sue esperienze nel settore auto e nell’aerospazio per creare un prodotto davvero innovativo e tutto italiano. Dopo il lancio al Motor Show di Bologna, la produzione di Blow Car partirà in Abruzzo nell’area industriale Vestina, alla fine del 2012.