Il vino italiano non conosce confini. A pochi giorni dall’apertura di Vinitaly, il Salone internazionale del vino di Verona, che inizierà il 13 aprile, Mediobanca ha presentato uno studio che non fa che confermare la forza della produzione del nostro Paese nel mondo.

EXPORT. Nel 2015 i produttori vinicoli italiani hanno potuto registrare un aumento del fatturato pari al 4,8%, cui ha giovato soprattutto l’importante crescita dell’export (+6,5%). In particolare, i prodotti italiani sono particolarmente amari in Nord America: la vendita di vini negli Stati Uniti e in Canada è infatti aumentata di un importante +13,3%; crescono del 18,3% le richieste dal Sud America, che però rappresentano solo l’1,5% del totale. Il mercato di riferimento resta comunque sempre quello europeo, che assorbe il 51,5% della produzione nazionale destinata all’export; miti segni di apertura provengono però anche dalle aree extra-Ue, dall’Africa e dal Medio Oriente. Un importante sintomo di disaffezione proviene, purtroppo, dal mercato asiatico: le esportazioni in tale area, infatti, sono calate di un pesante 10%.

CAUTO OTTIMISMO. Buoni numeri provengono comunque anche dal mercato interno (+3,1%). Per quel che riguarda le tipologie di vini che hanno conquistato maggiormente i consumatori, tiene bene lo spumante, che nel 2015 ha visto aumentare le sue vendite del 10%, con una crescita delle richieste dall’estero pari al 15,2%. Il dato forse più importante riguarda le aspettative dei produttori per l’anno in corso: il 2016, infatti, è affrontato con ottimismo dalle aziende vinicole, che nel 92% dei casi si aspetta un’annata soddisfacente quanto quella appena trascorsa. Vige comunque la prudenza: nel 46% dei casi gli imprenditori stimano un aumento dei ricavi non superiori a un blando 5%; maggiori attese, invece, per quel che riguarda l’esportazione, che promette ottimi risultati anche per il 2016.