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Intervista a Francesca Petrei Castelli, titolare di Verrigni – Antico pastificio rosetano

Intervista a Francesca Petrei Castelli, titolare di Verrigni – Antico pastificio rosetano Torna a Pastificio Verrigni: mani (d'oro) in pasta
Venerdì, 02 Settembre 2016

Francesca Petrei Castelli, titolare con il marito Gaetano Verrigni dell’antico pastificio rosetano, spiega perché l’innovazione è il vero fattore di successo della sua azienda.

Quali sono i valori su cui avete costruito il vostro concetto di eccellenza?
Materia prima, tipo di lavorazione e coerenza nel made in Italy. Queste le argomentazioni che abbiamo utilizzato fin dall’inizio e che nel tempo sono state supportate dalla ricerca e dall’innovazione. Siamo l’unico pastificio a trafilare la pasta in oro, l’unico a sperimentare formati rivoluzionari come lo Spaghetto al volo. Questi sono anche i valori che ci hanno consentito di conquistare credito presso gli chef stellati. Avere la possibilità di lavorare con loro è stato fondamentale quando, dopo aver rilevato l’azienda, abbiamo deciso di presentarci al mercato esclusivamente con il marchio Verrigni. Nonostante per anni avessimo prodotto pasta anche per marchi prestigiosi, ci siamo resi conto che, di fatto, eravamo degli sconosciuti. Più che far leva sulla nostra storia centenaria, che è un fatto assodato e documentabile in qualsiasi momento, abbiamo scelto di valorizzare il nostro presente. E cos“, dopo aver perfezionato la produzione, abbiamo cominciato a presentarci ad alcuni chef di fama esclusivamente con la richiesta di assaggiare la nostra pasta. Fortunatamente il prodotto è piaciuto e, siccome la cucina è un mondo meraviglioso, da questo è partito un passaparola che ci ha accreditato sul mercato.

Quali sono i progetti a cui state lavorando?
Ne abbiamo molti. Probabilmente già entro il 2017 grazie ad accordi di filiera con alcuni produttori abruzzesi, inizieremo a produrre pasta con grani originari e a creare delle linee dedicate. Finora abbiamo cercato di seguire le indicazioni del mercato utilizzando un grano tipicamente italiano come il Senatore Cappelli. Siamo stati antesignani, quando abbiamo deciso di utilizzare farine come il Kamut o il farro prima che diventassero un fatto di costume. Oggi vorremmo continuare a esserlo sperimentando la produzione con nuove materie prime. In particolare, stiamo testando la fattibilità di una linea di pasta 100% quinoa. Siamo consapevoli che incontrerà il gusto di una platea di consumatori piuttosto ristretta, perché è una pasta dal gusto e dalla consistenza molto particolari. Diciamo che se andrà in porto, sarà una “chicca” che arricchirà il nostro catalogo e un’ulteriore conferma del nostro impegno a intercettare anche i nuovi stili di vita. Del resto, la prerogativa di un’azienda come la nostra è proprio quella di avere la possibilità di lavorare anche su quantitativi ridotti.

La vostra strategia di comunicazione è articolata. Quali sono i vostri obiettivi?
Oltre alla collaborazione con gli chef, che resta fondamentale, e alla partecipazione a eventi a livello sia locale sia nazionale, per noi sono fondamentali anche il sito, i social e il blog. Tutte le nostre attività sono finalizzate a creare un Verrigni Mood. Non a caso, questo è esattamente il nome che ho scelto per la nostra pagina Instagram. Per definizione la pasta è socialità e convivialità. La mia ambizione è creare una community di persone che condividono sui social quello che mangiano, come lo cucinano, dove l’hanno trovato e che si sentono coinvolte nella vita della nostra azienda. Questo è proprio l’obiettivo di iniziative come il contest che abbiamo lanciato lo scorso maggio per scegliere il nome dei nostri tre nuovi formati.

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