Apre i battenti Cibus, la grande manifestazione fieristica di Parma che promuove il buon cibo italiano e la cultura del mangiare bene. Il Salone dell'Alimentazione sarà aperto dal 9 al 12 maggio; quest’anno sarà dedicato alla dieta mediterranea, la cui tradizione è stata riscoperta in quanto sinonimo di salute e corretta alimentazione.

CULTURA DEL CIBO. Cibus 2016 si occuperà del tema con numerosi incontri e convegni che declineranno il tema del cibo, così universalmente condiviso, nelle sue ormai infinite sfaccettature e risvolti salutistici, etici e religiosi: la tavola, infatti, è sempre meno una questione di sopravvivenza (almeno nei Paesi occidentali) e sempre più un problema di cultura. Senza dimenticare la maggiore attenzione che gli individui prestano a ciò che sta nel loro piatto: a Cibus si tratterà diffusamente del tema del cibo “free” (privo di glutine, grassi, zuccheri, …), che hanno sostituito sugli scaffali dei supermercati gli alimenti “arricchiti” e mirano a venire incontro alle esigenze del sempre maggior numero di consumatori che devono convivere con le intolleranze alimentari.

PIÙ CONSAPEVOLEZZA A TAVOLA. Quello che Cibus proverà a veicolare sarà l’esigenza di mantenere il buonsenso come guida per le proprie scelte alimentari: la propria dieta, anche in presenza di allergie e intolleranze, dovrà conservare il proprio equilibrio, senza estremismi e senza incorrere negli estremi dell’ortoressia, l’ossessione per la corretta alimentazione, mantenendosi sempre nell’ottica del binomio cibo e salute, due universi inseparabili. Naturalmente, Cibus lascerà spazio alle aziende: ecco dunque accolti nei padiglioni della fiera le aziende produttrici di “pharma food”, gli alimenti “funzionali” che abbinano proprietà nutritive a caratteristiche terapeutiche, come i cibi arricchiti da bacche di goji e aloe, le farine di ortaggi, la pasta con carbone vegetale. Ad aprire le nostre frontiere alimentari ha senza dubbio contribuito anche Expo, il cui “fantasma” aleggia su Cibus : la manifestazione cercherà infatti di veicolare la medesima apertura mentale (e sulla tavola) verso altre tradizioni, da quella kosher alla halal , passando naturalmente per le più internazionali cucine vegetariane e vegane.