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L’abbinamento tra vino e musica è uno dei più suggestivi mai proposti e anche uno dei più ambiziosi. Fondere insieme due piaceri e sensazioni sensoriali così diverse ha un fascino cui si sono sottratti in pochi negli ultimi anni con risultati spesso entusiasmanti. Proviamo ad abbinare qualche brano di oggi e qualche grande classico, le sorprese non mancheranno e soprattutto vediamo se è possibile ricavare un metodo di abbinamento che possa essere usato comodamente con la musica e i vini che avete a casa.
Cominciamo con il dire che assaggiare il vino non è solo analizzarne gli aspetti visivi, olfattivi e gustativi. I nostri sensi infatti non percepiscono ciò che ci circonda a “comparti stagni”: gustare un vino in un luogo speciale o in buona compagnia porta inevitabilmente a un senso di appagamento maggiore a quello che si avrebbe in un’asettica cabina di degustazione. Se poi un vino evoca ricordi belli e positivi, ecco che la degustazione risulta essere ancora più gratificante e facilmente memorizzabile.
Ma in che modo vino e ambiente interagiscono fra loro per darci queste eccitanti sensazioni?
Il termine che Mirco Mariotti di WineMusic.info (canale attivo sul web anche con una propria web radio) ha coniato per affrontare l’argomento è la “risonanza sensoriale”, che prende a prestito dalla fisica il concetto di vibrazioni che si sovrappongono creando un’amplificazione delle singole frequenze. Niente ci vieta d’immaginare il nostro corpo come una sorta di antenna che si può sintonizzare simultaneamente su diverse bande di frequenza (gli stimoli sensoriali) che vengono captate dai nostri recettori (coni e bastoncelli negli occhi, bulbi piliferi nel naso, papille gustative nella lingua...), fornendo, dopo opportuna elaborazione nella centralina che è il nostro cervello, una risposta che può essere il ricordo di un sapore o di un profumo, la visualizzazione di un’immagine.
Può quindi accadere che un suono possa evocare un colore (Kandinskij docet), o un sapore far emergere un ricordo (come per Proust la sua succulenta madeleine…) e perché la musica non potrebbe amplificare un sapore o evocare un profumo? Si parla in questi casi di sinestesia e di risonanza sensoriale. Nel caso del vino ricercheremo abbinamenti di “concordanza” ovvero accostare le “alte frequenze” della musica (legate per esempio a quelle emesse dagli strumenti a corda o ai ritmi con le battute più “veloci”) con le “alte frequenze” per esempio del colore di un vino, che sono legate per complementarietà alle tonalità gialle e verdi, che a loro volta per sinestesia sono accostabili ai profumi dei frutti gialli, e ulteriormente ai sapori acido e salato. Quindi vini freschi, bianchi, gialli e bollicine con canzoni più vivaci e ritmate e vini più morbidi strutturati e alcolici su note di archi violini, pianoforte e fiati.

Cabernet Sauvignon ProVino
Vigneto San Vito Orsi Colli Bolognesi 2008
CON CHET BAKER E PAUL DESMOND AUTUMN LEAVES
Un grande classico del jazz e fantastici assoli che regalano al brano numerose sfaccettature come quelle del vino, che si alternano con grande soddisfazione per chi le ascolta e le assaggia. Provocatoriamente, il brano si riconduce sempre al motivo ricorrente di tromba e piano, come si aspetterebbe per certi canoni del cabernet sauvignon, che in questo caso specifico non si ritrovano perché il vino sa essere originale e pungente laddove molti simili sono solo piacioni e banalmente fruttati.

Rosso di Montalcino 2006 DOCG Stella di Campalto
CON STEVIE RAY VAUGHAN LITTLE WING
Brano la cui dolcezza è sempre bilanciata dalle frequenze più acide della chitarra, che nei numerosi assoli mette in luce aspetti più duri. Nel complesso, però, l’armonia non è mai messa in discussione accoppiandosi in modo intrigante con l’immediatezza e la naturalezza del vino. Uno degli abbinamenti più riusciti con un naso burbero e scontroso come un classico toscano poi però dolce e lieve nel palato, incantevole.

Mionetto Valdobbiadene Prosecco Superiore DOCG, Riva di San Pietro di Barbozza e Santo Stefano
CON TRIFONIC SOONER OR LATER
La percussione battente ricorda visivamente la collanina di bollicine e il rumore di quando si versa il prosecco, è quasi onomatopeico. Tutto il brano si basa su scatti ritmici e voce suadente, e pure le note di tastiera sono fresche ma dolci, sinuose e penetranti come i profumi del vino, ascrivibili nella gamma del giallo e del verde come colore che come profumi.

Frascole Vin Santo della Rufina 1997
CON BILLIE HOLIDAY FOR HEAVEN’S SAKE
Un brano estremamente “rotondo” e dolce come il vino in degustazione, ma con una voce unica e particolare che può in un certo senso richiamare l’altrettanto tipica nota ossidativa del vin santo, che a mio avviso benissimo si accosta alla maturità della voce di Billie Holiday in questo brano. Gli strumenti giocano su frequenze attenuate che rimandano a frutti maturi, dai colori che quindi virano all’arancio, ocra e ambra.

Emilia IGT “Il mio Barbera” 2008, Camillo Donati) o Colli Piacentini Gutturnio vivace “Casa Benna” 2008, Casa Benna, Castell’Arquato (PC)
CON I NOMADI DIO È MORTO
Volete pescare dal magazzino dei ricordi e nel frattempo essere cullati da un bel vino giovane e dinamico? Eccovi il mitico pezzo dei Nomadi, canzone trascinante e coinvolgente dove le linee vocali si inseguono come i riff di tastiera e la batteria che tutto amalgama. Se dobbiamo bere un vino sarà rosso, ma frizzante e fresco ovviamente emiliano come le origini della band come una Barbera che pulsa nel bicchiere e invita al ballo e ai ricordi e a riflettere sulle cose belle e genuine che ci circondano ogni giorno, molto più ricche di significato di quanto appaiono.

Franciacorta Monterossa Rosè PR Rosè brut
CON KASABIAN SHOOT THE RUNNER
Bassi e sonorità elettriche smorzate donano rotondità a questo brano rock, tutto incentrato sugli assoli di chitarra elettrica, i colori del vino possono virare verso frequenze più “calde” come appunto quelle del rosa. Siamo di fronte ad un brano però tutto sommato semplice e immediate che rispecchia le note nette ed eleganti di un rosè brut.

Champagne Bernard Lonclas Miillesime 2005
CON TINA TURNER GOLDENEYE
Accanto ad un disegno ritmico ben definito, l’inconfondibile voce di Tina è libera di spaziare in ottave e divagazioni al tema, così come le note organolettiche del vino, dall’esame olfattivo a quello gustativo, si dipanano in maggior variazioni grazie al corpo e all’affinamento maggiore sui lieviti che regala sensazioni diverse che si sommano a mineralità e freschezza dando un quadro più suadente e coccolante.

Pinot grigio Ritterhof Blauer Burgunder Pinot Grigio Crescendo Alto Adige DOC 2009
CON JOVANOTTI
Note di pesca leggermente dolci e pera, struttura elegante senza lesinare di corpo. Esattamente come le canzoni di Lorenzo che ha parole dolci ma ritmate e incalzanti, un respiro molto più ampio di quanto ci aspettiamo dalle prime note.

E PER ESAGERARE, C’È ANCHE IL CIOCCOLATO

Recioto di Soave DOCG classico dalla cantina Montetondo
Insieme a Cioccolata Modica e A Cimma di Fabrizio De Andrè
Fabrizio De Andrè e la sua struggente canzone va a nozze con la pregiata Cioccolata di Modica (quella ruvida in superficie) di Peppe Rizza. Un abbinamento di cuore (sia A Cimma che la cioccolata che il Recioto sono prodotti famigliari) ma anche di gusto con la cioccolata agli agrumi che scopre la devastante ricchezza dei profumi della Garganega (l’uva di cui è fatto il Soave) ne tira fuori il lato agrumato e ne esalta il carattere minerale e sapido.

Passito di Pantelleria Donnafugata
Insieme alla cioccolata pisana di Paul de Bondt e Il mare si è fermato di Stefano Bollani
Paul de Bondt, olandese ma “ormai” pisano che ci introduce alla complessità dell’unione Ben rye con la sua cioccolata, ricorrendo a marzapane caffè e fichi secchi e uvetta. Stefano Bollani ci regala una coccola di 4 minuti che riconcilia con il mondo e con le persone che vorremmo sempre accanto a noi, esattamente come un pezzo di cioccolata per i momenti difficili!

Siepi Marchesi Mazzei IGT Toscana
Insieme a Torta Pistocchi e Half Light degli Arcade Fire
L’ambiguità e la complessa struttura degli arrangiamenti di Half Light si sposano perfettamente al connubio con la ormai famosa Torta Pistocchi (magari in versione peperoncino) con un continuo ribaltamento tra dolce e salato, tra carezza e puntura, tra sensazioni di abbraccio femminile e rudezze maschili. Disorientante ma molto stimolante provare più volte l’abbinamento in bocca che cambia ad ogni ascolto.

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