Italia (del vino) campione del mondo. Il nostro Paese è sempre più leader dell’enologia mondiale, con un incremento della quota di mercato internazionale che è passata dal 21,8 al 24,3% tra il 2010 e il 2011. Lo dice l’Oiv – Organizzazione Internazionale della Vite e del Vino – presentando il punto di congiuntura della vitivinicoltura mondiale. Arretrano invece nel loro complesso e per il secondo anno consecutivo i Paesi dell’Emisfero sud mentre sostanzialmente stazionaria è la posizione degli Stati Uniti. «L’Italia ha lavorato bene su tutti i fronti – dice Federico Castellucci, direttore generale dell’Oiv, in un’intervista a Vinitaly (in corso a Veronafiere fino al 28 marzo 2012) –, mentre la Francia ha aumentato di poco le quantità, pur crescendo in valore. La Spagna ha incrementato molto la quota di sfuso, in particolare verso il Cile dove, a causa del devastante terremoto del 2010 è andato distrutto oltre 1 milione di ettolitri di vino. Brillante la Germania sia con l’imbottigliato che con i vini importati sfusi e riesportati confezionati. In generale si conferma in crescita il trend del commercio internazionale di vino, con ormai 4 litri di vino su 10 che si consumano al di fuori dei Paesi di produzione. L’Italia è sempre il primo esportatore mondiale, grazie anche alla bella performance del 2011 con una crescita del 12% in valore e del 9% in quantità.