Il vino italiano vola verso i 5,5 miliardi di euro di export per il 2016. A dirlo è Domenico Zonin, presidente dell’Unione Italiana Vini, commenta i dati Istat sui primi sette mesi dell’anno: vendite estere in crescita del 6,%, con punte di oltre l’8% delle Dop. «Si conferma la crescita delle nostre esportazioni ormai stabilizzate sopra il +6%», spiega Ezio Castiglione, presidente di Ismea, «che potranno ulteriormente accelerare a fine anno, considerando il prevedibile sprint degli spumanti nel periodo di Natale».

PAESI. «A trainare il segno positivo delle nostre esportazioni vinicole sono i dati in crescita che arrivano da mercati importanti quali gli Usa, Regno Unito e Giappone», commenta ancora Castiglione, «aiutati da una inaspettata e confortante ripresa del mercato cinese che compensa in parte il crollo dell’esportazioni verso la Russia, legato a una situazione di grave difficoltà economica del Paese. «La buona remunerazione all’export del nostro vino specie nel segmento Dop e Igp», conclude Castiglione, «conferma una strategia produttiva del Sistema Paese ormai orientata stabilmente sulla territorialità e quindi su prodotti ad elevato valore aggiunto». Per quanto riguarda il Giappone «si conferma un mercato strategico per il vino italiano dove il nostro export è però messo in pericolo dal protrarsi delle trattative bilaterali di libero scambio con la Ue a fronte dell’accordo raggiunto tra gli Usa e i Paesi dell’area del Pacifico (Tpp - Trans Pacific Partnership) che faciliterà gli scambi di vino tra alcuni importanti competitori come Usa, Cile, Australia e Nuova Zelanda proprio verso il mercato nipponico», aggiunge Zonin.

VOLUMI. «Continua in parallelo la flessione dei volumi che ha fatto registrare un -3,1%, ma non per le Dop che crescono del 5%», conclude il presidente dell'Unione Italiana Vini. «Un dato sul quale dovremo lavorare nei prossimi mesi, forti anche di una vendemmia eccellente come quella che abbiamo appena concluso».