Mediobanca racconta il successo del settore vinicolo italiano in Asia e non solo. Nella sua rilevazione annuale, l'istituto ha preso in considerazione i risultati di 122 società produttrici con fatturato superiore ai 25 milioni di euro nel quadriennio 2009-2013.

Con un mercato interno praticamente fermo, cresce il fatturato estero dei maggiori produttori: +2,8% che portano il fatturato complessivo a un +1,4%.

Tabella vino

VERSO EST. Benché per ora rappresenti solo il 5% del mercato, è destinata a crescere l'Asia che ha registrato un pesante +16,9%. Bene anche il Nord America (+6,1% sul 32% dell'export), mentre rallentano le esportazioni nell'Ue che assorbe la metà delle bottiglie (+1,7% sul 2013). In flessione invece le esportazioni in Africa, Medio Oriente e gli altri Paesi Europei (non Ue) che calano del 3,3% (11%) totale. Stazionario all'1% il Sud America.

Volano gli spumanti dopo il buon risultato del 2013 e guidano la crescita con un +4,1% sospinti dall’estero (+6,2%), anche perché sono il settore col più alto tasso di investimenti tecnici (+58%, rispetto al +10% generale).

PROTAGONISTI. Da analizzare c'è anche la graduatoria 2014 dei fatturati: al primo posto si riconferma primo il Gruppo Cantine Riunite-GIV con 536 milioni di fatturato, al sesto posto nel mondo scavalcando la cinese Yantai Changyu. Nonostante le flessioni rispetto al 2013, al secondo gradino del podio rimane Caviro con 314 milioni, segue Campari (209 milioni).

Cresce invece Gruppo Antinori a 180 milioni (+4,8% sul 2013) che si colloca in quarta posizione davanti alla cooperativa Mezzacorona, quinta a 171 milioni (+5%). Record di crescita nel 2014 spetta alla forlivese Mgm che passa da 66 a 73 milioni (+10,1%), seguita da Ruffino che sale da 75 a 81 milioni (+8,4%).

 IN BORSA. Secondo l’analisi della performance dell’indice di Borsa mondiale del settore vinicolo elaborato da Mediobanca, investire nel vino sembra essere stato un ottimo affare.

Da gennaio 2001 l’indice è cresciuto del 336,5%, un risultato ben al di sopra delle Borse mondiali che hanno segnato un più modesto progresso dell’87%.