Sana e nutriente, contenente meno grassi del pollo e con un elevato contenuto di omega 3 e proteine. È la carne di coccodrillo, disponibile presso lo stand dello Zimbabwe di Expo Milano 2015 (lo trovate nel cluster Cereali e tuberi) e che viene offerta davvero in tutte le salse – come paté, ragù, hamburger e sulla pizza (prodotta con farina di baobab) – con l’obiettivo di far conoscere un marchio, Coccodrillo D’Oro, che dovrebbe essere introdotto sul mercato italiano e mondiale.

Il rettile, almeno per il momento, è uno dei pochi cibi “proibiti” (ammessi in Italia con una deroga speciale) che possono essere realmente consumati all’interno dell’area dell’Esposizione universale. Dei tanto pubblicizzati cibi dell’altro mondo, che sarebbero dovuti arrivare a Expo 2015 per mettere alla prova le papille gustative dei più intraprendenti, sono pochi quelli che hanno effettivamente fatto il loro debutto. Che dire di insetti e cavallette? Nonostante le promesse della Thailandia, tra maggio e giugno si sono visti solo nelle teche del Future Food District, il supermercato del futuro di Expo, ed esclusivamente in esposizione. Qualcuno ha provato a far assaggiare vermi e grilli – è il caso del Laboratorio sulla percezione del cibo presentato lo scorso mese nel padiglione dell’Olanda – ma l’esperienza è stata subito bloccata dalla Asl per la mancanza delle autorizzazioni necessarie. E il temibile fugu? È stato possibile gustare il pesce palla giapponese solo per tre giorni, a fine maggio, ma non è tra i piatti consumabili abitualmente all’interno del padiglione nipponico; e, nonostante la nostra richiesta, non è arrivata alcuna risposta sulla possibilità che il piatto venga riproposto nelle prossime settimane.