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Un appuntamento al buio, ma se dovesse andare male almeno ci sarà la consolazione di aver mangiato bene. Da una parte ci sono cuochi provetti, dall’altra buongustai con tanta voglia di conoscere gente nuova: e la location? Una casa privata o un locale affittati per l’occasione. A Milano l’home restaurant – ultima frontiera del social eating – sta prendendo sempre più piede, mentre si diffondono i nomi dei principali animatori di questa moda: uno è il Ma’ hidden kitchen supper club (che gioca sulla segretezza dell’indirizzo fino all’ultimo, ma poi offre spettacoli teatrali e piccole esibizioni ai commensali, oppure c’è il Qlink restaurant di Affori che mette a disposizione le sue cucine. È tutta all’insegna dell’arte invece l’esperienza di un pranzo nell’atelier del pittore Alessandro Spadari. Alla fine è nata una piattaforma con un’app dedicata, Gnammo, che gestisce oltre 200 mila iscritti e organizza una quarantina di eventi al mese. A farle da concorrenza la giovanile Kitchen Party e la solidale People Cooks (pasti a sei euro per i bisognosi).