Roberto Carcangiu

Da sostenitore della birra a tavola, quali sono i pregi di quest’antica bevanda?

Sicuramente la leggerezza alcolica, i suoi profumi e soprattutto quel senso di informalità che trasmette pur essendo un prodotto di alto livello.

Come spiega la riscoperta di questa bevanda da parte degli chefitaliani e internazionali?

Credo sia legata per un aspetto alle sue caratteristiche intrinseche ma soprattutto al fatto che è sempre stata consumata, a torto, come la “Coca-Cola degli europei”. È stata scoperta un po’ per la voglia degli chef di sperimentare strade nuove, un po’ per la necessità di offrire alla clientela non “vino dipendente” un’alternativa di alto livello.

Quale percorso l’ha portata a proporre degli abbinamenti con la birra?

Essendo uno chef che da 31 anni gira il mondo e avendo vissuto i primi anni della mia vita professionale in Nord Europa, è stato assolutamente naturale mischiare la mia cultura culinaria italiana con una bevanda che ha ancora molto da dire al mondo gastronomico, e non solo.

Quali piatti si prestano di più a essere accompagnati dalla birra?

Diciamo che più corretto sarebbe dire cosa si abbina a cosa. Ovvero una birra per ogni piatto, questo dipende dalla ricetta. Come per il vino.

Nel suo ristorante, propone una carta delle birre?

Personalmente faccio un lavoro molto particolare nella ristorazione, in ogni caso e se l’abbinamento è possibile, lo faccio in assoluta serenità perché so che il risultato sarà eccellente per il cliente.

Qual è il suo piatto preferito con la birra?

Un’insalata di mare tiepida con pomodorini canditi e una Blanche.

E il suo tipo di birra preferita?

Diciamo almeno due, la Weizen e la Blanche.

Un consiglio da chef per assaporare al massimo il gusto della birra?

Direi quello classico ovvero consumare sempre la birra alla corretta temperatura (ogni birra ha la sua) nel suo bicchiere, come il vino: la birra in funzione della temperatura e del bicchiere svilupperà più o meno le sue caratteristiche. Informiamoci sempre prima su cosa stiamo bevendo, diciamo che l’immagine della birra freddissima trangugiata come se fosse acqua per dissetarsi non è proprio il massimo.