Influencer e pubblicità occulta: 7 regole in arrivo dagli Usa

Chiara Ferragni e Fedez, fidanzati e dominatori della scena social italiana (foto da Instagram )

ll dibattito è aperto da quando Vogue Usa ha denunciato le commistioni tra aziende e fashion blogger: una sentenza contro Warner Bros prova a fare chiarezza

Influencer e pubblicità, il dibattito è aperto. Ad aprire le polemiche fu la denuncia delle redattrici di Vogue Usa che parlarono delle commistioni poco chiare - e soprattutto poco trasparenti - tra fashion blogger e aziende sui social network. Mentre la legge italiana non riconosce ancora i social network come editori escludendoli dunque da ogni regolamentazione, negli Usa qualcosa si muove.

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Key4biz che ha affrontato l'argomento in un'inchiesta riposta infatti un richiamo della Federal Trade Commission , l’Autorità governativa indipendente che promuove la concorrenza e difende i consumatori, contro la Warner Bros . All'azienda è stato intimato di non produrre più campagne social in cui «si inganno i diritti dei consumatori» dopo che nella promozione del videogioco Middle Earth: Shadow of Mord l'azienda aveva pagato i migliori influencer (tra cui il celebre PewDiePie ) per fare promozione. Secondo la commissione federale, Warner Bros. ha «ingannano i consumatori, i quali hanno il diritto di sapere se gli influencer online esprimono liberamente i loro giudizi o sono solo dei piazzisti pagati da terzi ».

SETTE REGOLE D'ORO . Insieme alla sentenza, la Federal Trade Commission ha indicato 7 regole che le agenzie pubblicitarie devono rispettare nelle campagne sui social network:

  1. La dicitura “sponsorizzato” deve essere chiara , facilmente visibile e comprensibile dai consumatori, soprattutto quelli “meno” protetti: bambini, anziani, ecc..
  2. L’indicazione del contenuto sponsorizzato deve avvenire in due modi contestuali: jingle ed etichetta .
  3. L’etichetta “sponsorizzato” deve essere ben distinguibile e non inserita vicino a loghi o altri elementi visivi in modo da creare confusione.
  4. Deve essere inserita anche in streaming video e deve essere facilmente visibile e udibile.
  5. Deve essere presente in qualsiasi comunicazione pubblicitaria su Internet e non può essere cancellata.
  6. La dicitura deve essere scritta nella lingua dei consumatori-target e in tutte le altre lingue dei Paesi in cui la campagna social è veicolata.
  7. La comunicazione deve essere conforme ai requisiti in ogni mezzo di fruizione .

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