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Perché Carola Rackete non è Antigone

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Lunedì, 05 Agosto 2019
© Gettyimages

Per parlare di Carola Rackete, del “caso” Carola Rackete, occorre prima di tutto parlare della Francia, il Paese più ipocrita della terra. Mentre la capitana con la sua barchetta umanitaria stazionava al largo dell’Italia in attesa che Matteo Salvini confermasse il divieto allo sbarco (perché era esattamente questo che si aspettava), Carola ha rivelato (intervista al Nouvel Observateur dell’8 luglio ) di aver chiesto di attraccare a Marsiglia non ricevendo mai nessuna risposta. Nel frattempo, la Francia si è accodata alla Germania e al suo ministro degli Interni, Horst Seehofer, nel chiedere all’Italia di aprire i porti e farla sbarcare. 

Horst Seehofer è lo stesso Horst Seehofer che all’inizio dell’anno ha minacciato la crisi di governo in Germania se Angela Merkel non avesse chiuso a doppia mandata le frontiere ai profughi. Ma almeno Seehofer e la Merkel non hanno avuto l’impudenza di Macron, che ora a Carola vuole dare una medaglia. Si sa, l’ipocrisia non è solo uno stato dell’anima, è un metodo di governo che si impara nelle banche d’affari, quelle che Macron ha frequentato ciucciandone il Dna. 

Ma veniamo a Carola. Vorrei spiegare perché tirare in ballo Antigone (l’eroina di Sofocle che, violando gli ordini del re Creonte, seppellì il corpo del fratello Polinice) sia del tutto fuori luogo. Anche perché nessuno racconta mai la fine di quella storia, ovvero che Antigone pagò di persona quella violazione e finì murata viva per ordine sempre di Creonte. Io adoro Antigone, non sopporto Carola. La prima pagò di persona, la seconda no. Se si vìola la legge, e in certi casi è doveroso farlo, bisogna essere disposti a subirne le conseguenze, anche le più estreme e ingiuste. Bisogna avere il coraggio, l’impudenza e l’imprudenza di un animo giovane e spudorato. Non è quello di Carola che, invece, ha aspettato per settimane il consenso del Creonte di turno (Salvini) di violare la legge.

Ovviamente Salvini non avrebbe mai potuto rinnegare la legge ma, soprattutto, non avrebbe potuto rinnegare se stesso. Carola questo lo sapeva fin dall’inizio, fin da quando ha raccolto in mare (giustamente) persone destinate alla morte, ma se fosse stata spudorata fino al punto da meritarsi la mia ammirazione, avrebbe dovuto puntare dritto a Lampedusa immediatamente e non intavolare una trattativa. Antigone non l’ha fatto. Non l’avrebbe mai fatto. E non avrebbe dovuto chiedere di sbarcare a Marsiglia ma avrebbe dovuto puntare dritto su Marsiglia fregandosene dei silenzi francesi. Oppure su Malta, fregandosene dei no di Malta. Ma chiedere il permesso... questo no. Anche perché, violando le leggi italiane, e non quelle francesi o maltesi, ha voluto implicitamente indicare al mondo chi, tra i tre Paesi che le hanno negato lo sbarco, è Creonte.

Quindi, la sua è stata un’azione politica. Quella di Antigone è stata una vera azione umanitaria. E che sia stata un’azione politica sarà confermato quando (ne sono sicuro) Carola accetterà la medaglia di Macron.

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Anno XIV n 10 ottobre 2019
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