Nulla fermerà l'emergenza migranti. Nulla

Migranti © Getty Images

Si avverte il gentile lettore che questo articolo è molto urticante, quindi si prega i signorini e le signorine di girare pagina.
Fatto? Bene, a quelli rimasti vorrei comunicare alcuni numeri dell’ultimo rapporto dell’Onu. Nel 2015 la percentuale di abitanti del mondo che vivevano con meno di 1,9 dollari al giorno è scesa per la prima volta nella storia sotto il 10%, toccando il 9,6% rispetto al 37,1 del 1990. Nel 1990 c’erano 100 milioni di bambini in tutto il mondo che non andavano a scuola, nel 2015 sono quasi la metà: 57 milioni. In quegli anni, 90 bambini su 1000 morivano prima dei 5 anni di età: ora sono 43. E sempre nel ‘90 aveva accesso all’acqua il 76% della popolazione mondiale, nel 2015 era il 91%. Tutti questi straordinari risultati sono stati resi possibili grazie soprattutto all’impegno dell’Occidente, che ha portato al 79% il valore dei beni importati dai Paesi in via di sviluppo che non pagano dazi rispetto al 67% del 2000, permettendo a quegli stessi Paesi di portare al 3% la quota di ricavi dell’export destinata al pagamento degli interessi sul debito rispetto al 12% del 2000. Infine, per dirla tutta, l’Occidente tra il 2000 e il 2014 ha aumentato gli aiuti destinati ai Paesi poveri del 66% portandoli a 135,2 miliardi di dollari. Se l’Onu, che teoricamente ha tutto l’interesse a dire che il mondo va male così da giustificare le proprie attività, dice che il mondo va sempre meglio, è difficilmente comprensibile spiegare il motivo per il quale l’emergenza immigrati sia scoppiata adesso e non nel 1990. Il caos provocato dalla sciagurata guerra che Sarkozy ha scatenato in Libia e le Primavere arabe finanziate dall’Occidente nel 2011 non spiegano tutto, perché, come si sa, a sbarcare sulle coste italiane sono soprattutto persone provenienti dall’Africa subsahariana, cioè quelli che nel 1990 stavano infinitamente peggio di ora. Quindi, come mai ora e non prima?

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Il caos provocato

da Sarkozy in Libia

e le Primavere arabe

 finanziate dall'Occidente

non spiegano tutto

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La spiegazione è che, insieme alla qualità della vita dei poveri del mondo, sono aumentate anche le loro aspettative. È un meccanismo psicologico ben noto: l’aumentare dei beni che puoi comprare aumenta il desiderio di comprarne di più. Non si è soddisfatti di quello che si ha ora più di quanto non si desideri di avere di più in futuro. Il confronto, quindi, non si fa su quello che hai ora rispetto a quello che non avevi prima, ma tra ciò che hai ora e quello che vorresti avere domani. Se questa spiegazione è valida, e io credo che almeno in parte lo sia, significa che nulla potrà fermare la cosiddetta emergenza migranti. Nulla. Tranne la creazione delle stesse condizioni di vita occidentali in Bangladesh o in Nigeria. Il che è ovviamente impossibile. A meno che l’Occidente non metta da parte i suoi ridicoli sensi di colpa e decida un vero e proprio piano Marshall per l’Africa anche a costo di sopportare l’accusa di neocolonialismo.

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Senza rete

Marco Cobianchi è giornalista economico del settimanale Panorama e collabora con Business People dove tiene la rubrica/editoriale Senza rete . E' anche autore dei libri Bluff, Mani bucate e Nati corrotti . E' stato conduttore su Rai 2 del programma Num3r1.
marcocobianchi.wordpress.com

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