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Nessuno tocchi Gotti Tedeschi

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Lunedì, 11 Ottobre 2010

A volte i giornali sono molto utili. Prendiamo le due più importanti notizie che hanno interessato il mondo della fi nanza italiana. La prima riguarda le dimissioni di Alessandro Profumo dall’Unicredit. La seconda è l’avviso di garanzia a Ettore Gotti Tedeschi, presidente dello Ior. La prima notizia è stata pubblicata dal Financial Times nelle pagine interne in un articolo di taglio basso. La prima è stata pubblicata dallo stesso quotidiano in prima pagina con una foto di 15 centimetri quadrati di Gotti Tedeschi. In altre parole: l’uscita di scena del secondo banchiere europeo è meno importante di un avviso di garanzia al capo della banca del Vaticano. Ecco: se mai ce ne fosse stato bisogno, questa è la prova provata di quale immagine la fi nanza internazionale ha e, soprattutto, vuole dare di noi (il solito Paese degli intrallazzi, dei maneggi e del riciclaggio) e del Vaticano (irrimediabilmente coinvolto in affari poco puliti, impossibile cambiarlo).
Detto questo io credo in modo assoluto e totale che Ettore Gotti Tedeschi sia il banchiere più trasparente che ci sia, certamente in Italia, quasi certamente in Europa, probabilmente nel mondo. E credo anche in modo assoluto e totale che i magistrati hanno, in questo come in molti altri casi, usato l’arma (sì, l’”arma”) dell’avviso di garanzia per attirare su di sé un po’ di pubblicità. Il fatto è che l’addebito che si attribuisce a Gotti Tedeschi, e al direttore generale Paolo Cipriani, è quello di non aver indicato in due bonifi ci verso una banca italiana e una tedesca i dati necessari a completare l’ordine.
Lo Ior risponde che si è trattato di due bonifi ci “di tesoreria”, cioè tra conti appartenenti sempre allo Ior. Ovviamente, come è giusto, i magistrati non ci hanno creduto o, se ci hanno creduto, hanno voluto vederci più chiaro, e hanno inviato gli avvisi. La questione era molto più semplicemente verifi cabile con un maggior coordinamento tra gli organi inquirenti e la Banca d’Italia che conosce perfettamente come sia cambiato lo Ior da dieci mesi a questa parte, dal giorno della nomina di Gotti Tedeschi. Sa benissimo che la banca si sta adeguando, anche in modo piuttosto veloce, alle best practices in ordine alla trasparenza fi nanziaria. Lo sa benissimo. E lo sanno benissimo anche i magistrati o, almeno, dovrebbero saperlo. Avrebbero dovuto capire, dopo tutti i crack che non sono riusciti a evitare, tutte le truffe bancarie che non hanno scoperto, tutti gli abusi che non hanno visto, che cosa è la trasparenza e che cosa è il riciclaggio. Quando avranno fi nito di festeggiare della pubblicità del Financial Times bisognerà che qualcuno glielo spieghi.

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