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Lo scandalo del ministro senza laurea

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Venerdì, 03 Novembre 2017
Lo scandalo del ministro senza laurea

Qualche mese fa ho tenuto un piccolissimo corso di giornalismo senza pretese nel liceo di mio figlio. L’avevo proposto io quando, una sera, alla classica domanda che fanno tutti i genitori a cena al figlio: «Che cosa è successo oggi», lui, per l’ennesima volta, ha risposto «Niente».

Probabilmente anche io ho sempre risposto «niente» ai miei genitori e sono certo che tutti i ragazzi del mondo rispondono «niente», ma quella sera quella risposta mi aveva innervosito. «Niente non è possibile». Cercando di farlo parlare, lui insisteva nel dire che «non era successo niente» quel giorno di così notevole da parlarne a tavola.

Siccome, invece, per mestiere, sono abituato a notare ciò che succede, ho deciso di insegnare, a lui e ai suoi compagni, come si fa a essere attenti alla realtà, a vedere davvero che cosa succede. Ottenuta l’autorizzazione della preside, una volta davanti ai ragazzi chiesi: «Se voi foste in un giornale, e noi fossimo i redattori di quel giornale, quale notizia mettereste in prima pagina domani? Qual è la notizia che vi ha colpito di più e, soprattutto, qual è la notizia che secondo voi i vostri compagni vorrebbero leggere?».

La risposta mi ha lasciato di stucco: guerra nucleare, ambiente, criminalità, immigrazione, tecnologia... niente. Tutti risposero che la notizia più importante di quel periodo è stata la scoperta che il ministro dell’Istruzione non è laureata.

Il loro sdegno derivava dal fatto che mentre a loro veniva chiesto di studiare (nei licei di oggi si studia molto, io non ricordo di aver mai studiato così tanto), prendersi la laurea, poi magari il master e poi magari un altro master all’estero per poi ritrovarsi a fare un panino al McDonald’s, il ministro dell’Istruzione, che identificavano nel loro capo supremo, non aveva nemmeno «uno straccio di laurea». La ritenevano un’ingiustizia insopportabile. Non erano nemmeno scandalizzati dal fatto che avesse mentito affermando di averla presa, no: erano scandalizzati che non l’avesse.

Io lì per lì rimasi interdetto. Io ero scandalizzato per il motivo opposto: non che non l’avesse, ma che avesse mentito dicendo di averla. Non so quale sia il motivo che merita più indignazione, ma in ogni caso il fatto importante è che i ragazzi di quel liceo, come credo i ragazzi di molti licei, ma anche delle Università, sono scandalizzati dal ministro dell’Istruzione. La stessa che si straccia le vesti perché i giovani non credono più alla politica. Le dimissioni sono tardive, le scuse, mai.

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