La verità sulle pensioni italiane

Tito-Boeri © European Central Bank

Sostenere che «abbiamo bisogno degli immigrati perché con i loro contributi pensionistici pagano le pensioni degli italiani» è una di quelle mistificazioni della realtà che solo l’ideologia può essere in grado di far pronunciare. A parte l’offesa di ritenere delle persone “utili” perché «pagano i contributi all’Inps» (che fa supporre che chi non lo fa sia inutile), questa affermazione è fattualmente falsa. Al di là di come ognuno la possa pensare sul dovere dell’accoglienza, lo Ius Soli, e l’integrazione – argomenti interessantissimi, ma sui quali occorrerebbe fare mille distinguo e mille precisazioni –, il fatto è che l’Inps dei versamenti dei contributi da parte dei migranti non ha sostanzialmente alcun beneficio anche se, secondo il presidente dell’Ente, Tito Boeri (nella foto ), gli immigrati che lavorano in Italia versano 7 miliardi di contributi e ne prelevano 3 per le loro pensioni .

Il fatto è che l’Inps non è ancora fallito non grazie ai versamenti dei contributi degli immigrati, ma grazie a colossali trasferimenti di denaro dalle casse dello Stato verso l’istituto di previdenza . Nel 2017 questi versamenti raggiungeranno il massimo storico: da 93 miliardi e 801 milioni del 2012 si toccheranno i 107 miliardi e 307 milioni, così come è scritto nel bilancio di previsione dello stesso Inps. Quindi se è vero che, da un punto di vista ragioneristico, gli immigrati non pesano sul bilancio dell’Inps, è altrettanto vero che è difficile sostenere che siano loro a «pagare le pensioni degli italiani».

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L’Inps non è ancora in piedi

grazie ai versamenti

dei contributi degli immigrati,

ma grazie ai colossali

trasferimenti di denaro

dalle casse dello Stato

verso l’istituto

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A parte il fatto che, se accettiamo solo e unicamente la logica che «gli immigrati ci servono», allora non si vede perché non dovremmo, per motivi economici, accogliere l’intero Stato islamico, la verità è che la spesa pensionistica italiana è letteralmente fuori controllo: che l’età di pensionamento media in Italia è 59 anni, altro che 70 come prevedeva la riforma Fornero. La verità è che siamo il Paese europeo che spende di più in pensioni di reversibilità. La verità è che il sistema pensionistico italiano prevede una quantità scandalosa di piccoli privilegi, concessi nel corso degli anni da governi compiacenti e a caccia di voti, primi fra tutti quelli dei sindacalisti. La verità è che quest’anno l’Inps prevede di chiudere il proprio bilancio in perdita di 5,8 miliardi di euro dopo trasferimenti statali, prelevati, quindi, dalle tasse degli italiani, di più di 107 miliardi. La verità è che sostenere che un uomo “serve” perché con il suo lavoro paga la mia pensione non solo è un’offesa verso di lui, al quale non si riconosce altro che la sua funzione economica, ma, soprattutto, non è vero.

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Marco Cobianchi è giornalista economico del settimanale Panorama e collabora con Business People dove tiene la rubrica/editoriale Senza rete . E' anche autore dei libri Bluff, Mani bucate e Nati corrotti . E' stato conduttore su Rai 2 del programma Num3r1.
marcocobianchi.wordpress.com

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