BusinessPeople

La fine degli slogan

Torna a Senza rete
Giovedì, 06 Settembre 2018
Gazebo Movimento 5 Stelle © Getty Images

È iniziato il settembre più settembre che si sia mai visto. Settembre è sempre stato il mese della ripartenza, dello slancio e della ripresa, ma quest’anno è diverso. Questo potrebbe essere il mese della fine dei sogni. Si potrebbe chiamare “settembre nero”, se questo termine non evocasse eventi tragici, ma sarà esattamente un settembre nero. Prima la finanziaria, poi i giudizi delle agenzie di rating, il tutto condito con la crisi della lira turca che è strutturale e quindi non è destinata a terminare con semplici proclami, come sta facendo il dittatore Erdogan. A contorno la fine dell’acquisto di titoli pubblici da parte della Banca Centrale Europea, che ha aiutato l’Italia a non dover fare i conti con le proprie fragilità strutturali, e le elezioni europee di maggio che impongono ai partiti (quelli di governo, gli altri non contano nulla) di impostare una manovra ideologica, elettoralistica, promozionale con dentro un po’ di flat tax, un po’ di reddito di cittadinanza, un po’ di stop agli investimenti pubblici e un po’ di tagli alla spesa.

Bè: non ce la possiamo permettere una manovra così. E, probabilmente, nonostante sia forse il provvedimento migliore che il Paese possa prendere, non ci possiamo permettere nemmeno la flat tax e il condono che, necessariamente, deve accompagnarne l’introduzione. Occorre essere chiari: questo settembre potrebbe segnare la svolta dall’età dell’innocenza, durante la quale Lega e 5 Stelle hanno campato di slogan, all’età della perdita dell’innocenza, nella quale devono decidere se tenere duro e mettere in pratica i loro proclami (che a questo punto sembrano minacce) o cedere di fronte alle pressioni dei mercati, che non sono un’entità astratta, ma sono quelli che ogni anno comprano i 400 miliardi di titoli pubblici necessari per tirare a campare.

Se tengono duro, cioè se decidono di approvare una manovra piena zeppa di uscite improduttive, come il reddito di cittadinanza, e di entrate aleatorie, come la flat tax, le agenzie di rating non potranno fare altro che bastonare il debito pubblico italiano facendolo diventare junk, cioè così inaffidabile che i mercati, sempre loro, non potranno fare altro che rifiutarsi di comprarlo. Se cedono e varano una manovra seria, anche se non di austerità, ci aspettano anni politicamente terribili con recriminazioni quotidiane contro il mondo cattivo, il destino cinico e baro e i mercati complottisti. Che cosa si può fare? Sperare che ottobre arrivi presto.

POST PRECEDENTE
LA RIVISTA
Anno XIII n 9 settembre 2018
Copyright © 2018 - DUESSE COMMUNICATION S.r.l. - Tutti i diritti riservati - Privacy Policy - Credits: Macro Web Media