BusinessPeople

L’ignavia pubblica e gli elettori beoti

Torna a Senza rete
Martedì, 10 Dicembre 2019
L’ignavia pubblica e gli elettori beoti © Getty Images

L’Ilva chiuderà, la Whirlpool chiuderà, l’Unicredit abbandonerà l’Italia, la Fiat diventerà francese. Devo continuare? Basterebbe questo sommario e incompleto elenco di quello che aspetta l’economia italiana per dire che non siamo di fronte a casi isolati, ognuno con le proprie specificità, i propri motivi. No. Siamo di fronte a un problema strutturale dell’Italiache nessun governo ha voluto non dico risolvere, ma nemmeno vedere. No, anzi, di più: si sapeva che esistevano problemi strutturali ma i nostri politici, pusillanimi dentro quanto arroganti, incompetenti, ruffiani e bugiardi fuori, non hanno mai avuto la forza, la lungimiranza, il coraggio di vedere, non dico di risolvere. 

L’Ilva che chiude, l’Unicredit che lascia l’Italia (vendendo tutta la sua quota in Mediobanca), la Whirlpool, eccetera eccetera, sono figlie dell’ignavia pubblica sostenuta da elettori beoti che non aspettano altro che un pifferaio.

Prendiamo Taranto. In quel Comune i 5 Stelle hanno preso quasi il 30% alle ultime Europee, dopo aver guadagnato il 50% alle precedenti politiche. Quei voti li hanno presi dopo aver lanciato una campagna idiota per la chiusura dell’Ilva. Hanno detto che lo avrebbero fatto, sono stati votati e loro, coerentemente, lo hanno fatto (al di là delle loro intenzioni, perché non sapevano, i poveretti, che abolendo lo scudo penale per gli eventuali reati che i precedenti amministratori avessero commesso in campo ambientale gli acquirenti di Arcelor Mittal se ne sarebbero andati). Una coerenza inconsapevole (ci rendiamo conto?). A questo punto: di che cosa si lamentano i tarantini? Hanno votato il partito che ha detto che avrebbe chiuso la fabbrica. Perché protestano ora?

Il comportamento dei cittadini di Taranto è uguale a quello degli italiani, che hanno votato formazioni politiche che, invece di vedere nell’industria e nel lavoro una risorsa, vi scorgono il problema o, al massimo, la vacca da mungere. Il taglio delle agevolazioni alle auto aziendali non è forse rivelatore di questa impostazione mentale tassaiola e assistenzialistica che non può che portare al reddito di cittadinanza? La tassa sulla plastica? La tassa sulle cartine delle sigarette? Così, mentre il Pd insiste per creare l’inutile e divisiva commissione Segre contro l’odio, si accuccia come un cagnolino vecchio e stanco ai piedi dei 5 Stelle, accettando l’abolizione dello scudo penale per i dirigenti di Arcelor Mittal. Ma, ripeto, non è colpa loro, è colpa nostra che li abbiamo votati. Guardatevi allo specchio e sputatevi in faccia.

POST PRECEDENTE
LA RIVISTA
Anno XV n 9 settembre 2020
Copyright © 2020 - DUESSE COMMUNICATION S.r.l. - Tutti i diritti riservati - Privacy Policy - Credits: Macro Web Media