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Gute nacht, Frau Merkel

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Martedì, 05 Febbraio 2019
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Avviso ai lettori: non vi confondete. In questo articolo parlo della Germania, non dell’Italia.
Il 2018 è stato un anno abbastanza disastroso. Proviamo a mettere in fila i fatti. Intanto ha visto gli strascichi della più grande truffa nella storia economica del Paese (anzi, no, sembrerà strano ma ce n’è un’altra ancora più grande, ci arriviamo dopo): quella orchestrata dalla Volkswagen che per anni ha dichiarato emissioni di CO2 dai tubi di scappamento delle proprie auto più basse rispetto al reale. È difficile rendersi conto dell’enormità del fatto e so bene che per noi, masochisti italiani, è più facile liquidare questo scandalo come una specie di scappatella. Volkswagen-mela marcia di un’economia sanissima, insomma. Ok, allora andiamo avanti e parliamo della più grande banca tedesca, la Deutsche Bank, definita qualche anno fa dal Fmi «fonte dei maggiori rischi sistemici tra le banche al mondo ». L’anno scorso la banca aveva in pancia ancora 48 mila miliardi di titoli derivati (quelli che hanno scatenato la crisi 2008-2009), pari a 12 volte il pil tedesco. Di questi 31 sono considerati illiquidi, non vendibili. La Deutsche Bank viene da una serie impressionante di processi e multe: a gennaio 2017 le è stata comminata una sanzione di 7,2 miliardi per operazioni sui titoli derivati subprime americani. Nel 2015 altri 2,5 miliardi di euro per aver manipolato il tasso libor. Altre accuse sono arrivate per aver manipolato il prezzo dell’oro e dell’argento. Più 1 miliardo di dollari americani di multa per il riciclaggio dei rubli; 1,9 per i casi Fannie Mae e Freddie Mac; 3,7 per la violazione dell’embargo verso Iran, Siria, Libia, Birmania e Sudan. Possibile che uno zombie così si aggiri in Europa? Sì, grazie alla garanzia implicita del governo tedesco, cioè della Merkel, succube dei potentati economici.
L’anno è terminato, poi, con la scoperta che gli account dei politici tedeschi sono stati hackerati: fatto che ha reso evidente l’incapacità del governo federale di proteggere la riservatezza delle informazioni interne. Aggiungiamo la crescita dei partiti populisti, causata dalla decisione utilitaristica di accogliere, nel 2015, 2 milioni di siriani per abbassare l’età media della popolazione tedesca, salvo poi chiudere le frontiere appena dopo. Aggiungiamo anche il calo della fiducia delle imprese tedesche verso il futuro economico del Paese e il quadretto di una Germania tutta etica e lavoro va in pezzi. Non mi sto rallegrando dei suoi guai, che a cascata, si riverberano sull’economia italiana, ma mettere in fila i fatti aiuta a capire quanto sia macchiettistica l’immagine di una Germania patria delle virtù civili, moralmente superiore all’Italia. Di quanto sia ridicolo continuare a sostenere che l’Europa è salva grazie alla Merkel, quando tutte le sue istanze di riforma dell’eurozona si sono perse nel vuoto, così come Sarkozy, Hollande e Macron (per quest’ultimo basta aspettare): spariti dalla circolazione anche per non aver voluto distanziarsi dall’inconcludente leader tedesca. Per questo, Gute nacht, Frau Merkel.

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