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Grecia, la ricetta ha funzionato?

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Lunedì, 09 Marzo 2015

Avete ragione: la Grecia deve pagare. Avete ragione, non c’è dubbio, i patti devono essere rispettati da tutti. Certamente: se la Grecia non paga l’Italia deve cancellare, alla voce crediti, circa 40 miliardi che ha prestato ad Atene. E poi, diciamolo, il fatto che un economista marxista, Varoufakis, e un primo ministro comunista, Tsipras, vengano presi a bacchettate sulle dita da quell’ordoliberista (per quanto l’ordoliberismo non abbia colpe) di Wolgang Schauble e quel rigorista di Dijsselbloem, fa venire brividi di piacere ai liberali tutto d’un pezzo. Quindi, andiamo avanti così.

Alexis Tsipras © Getty Images

Il nuovo premier greco Alexis Tsipras

Però c’è una domanda che bisognerebbe porsi, ed è: come mai dal 2010, anno in cui arrivò la Troika ad Atene, a oggi le statistiche economiche della Grecia non sono migliorate? È aumentato il debito (dal 125 al 175%), così come il deficit e la disoccupazione (dal 9,6 al 25%). Il pil è salito, è vero, ma dopo che in sei anni era sceso del 25% e nel 2015 crescerà probabilmente solo dello 0,5%. Purtroppo, però, Atene non ha un settore privato abbastanza forte da assorbire la massa di disoccupati. Inoltre: a causa del debito-monstre, il 70% dei circa 240 miliardi che la Grecia ha ricevuto attraverso i diversi programmi di aiuti sono andati a pagare gli interessi sul debito. Se, come sta avvenendo, il debito aumenta, aumentano naturalmente anche gli interessi da pagare nonostante scendano i tassi.

Se, quindi, il governo Tsipras continuasse ad accettare prestiti dalla comunità internazionale, di fatto sarebbe costretto a usare quei soldi per pagare gli interessi sui debiti fatti prima e tra qualche anno sarebbe costretto a chiedere altri prestiti per pagare gli interessi sul debito che fa ora. Si infilerebbe in una spirale del debito dalla quale, con un settore economico privato ridotto ai minimi termini e annichilito dall’austerity, non uscirebbe mai più.

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Se si vuole giudicare se una ricetta economica ha funzionato, bisogna intendersi su cosa si intende per "successo", su quale indicatore prendere a riferimento

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Naturalmente, se si vuole giudicare se una ricetta economica ha funzionato o meno, bisogna intendersi su cosa si intende per “successo” e, perciò, su quale indicatore prendere a riferimento. A fronte dei risultati, a quattro anni dall’inizio della cura della Troika, possiamo davvero dire che la ricetta abbia funzionato? Si potrebbe rispondere di sì, visto che il pil cresce e che finora (cioè prima del rifiuto di ulteriori aiuti finanziari) è stata in grado di ripagare gli interessi sul debito. Oppure potremmo rispondere di no, se guardiamo a tutti gli altri indicatori compresi quelli della disoccupazione e del debito. Per stabilire se in questi quattro anni la Grecia sia migliorata o peggiorata, è solo una questione di priorità, cioè, di che cosa si ha a cuore: il benessere dei cittadini o la capacità di ripagare il debito?

P.S. Nella risposta non si pensi alla Grecia come a una Spa, i cui debiti devono essere pagati pena il fallimento. La Grecia è uno Stato, una nazione e un popolo. E i popoli, quando sono vicini al crack, reagiscono. Ci è andata bene che abbia vinto Tsipras e non Alba Dorata.

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