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Dimissioni di un occidentale

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Martedì, 08 Maggio 2018
Un’esplosione nella città di Kobane, in Siria © Gettyimages

Mi dimetto dall’Occidente. Non voglio più starci. Voglio uscire. Saluto, sbatto la porta e tanti saluti. Anzi, nemmeno quelli. Non voglio far parte del pezzo di mondo che ha deciso di fare e provocare guerre, conflitti regionali, morte e distruzione. Sì, sì, ok, ok: l’Occidente è quello che è, versa ai Paesi più poveri centinaia di miliardi l’anno, ha salvato i bambini dalla morte prematura e ha impedito che milioni di donne morissero mentre li davano alla luce, ma solo questo sa fare. Sa solo pagare. Ma se per pulirsi la coscienza paga e poi bombarda, questo non è il mio Occidente. Non ha più un senso questo Occidente: non sa più dialogare, capire, conciliare, sa solo pagare e bombardare. Come la Siria e, prima, l’Iraq. Senza prove: Francia, Gran Bretagna e Stati Uniti fanno semplicemente alzare gli aerei ordinando loro di sganciare bombe su bombe. Su un Paese sovrano e contro un presidente legittimo che aveva fatto della Siria il Paese più laico, moderno pluralista, ricco e indipendente del Medio Oriente, che sta vincendo la guerra contro l’Isis.

Un’idea, un (scusate l’ardire) valore, dov’è? Chi mi sa dire su quali valori poggia l’Occidente? La libertà? Quale libertà, se il libero pensiero è castrato da un molto democratico pensiero unico? L’Europa? Quale Europa? Quella che giudica i Paesi che vi aderiscono in base alla “disciplina fiscale” e a chi sgarra gli manda i gendarmi armati di forbici. Quella che ha creato una camicia di forza dentro la quale ci si può dimenare, ma non uscire. Sto parlando dell’euro, se qualcuno avesse dubbi. Non è sbagliata, anzi, è sacrosanta la disciplina fiscale (non spendere più di quanto incassi), ma quello che è successo, e lo sapevano tutti che sarebbe successo, è che lo “zero virgola” in più o in meno di un indicatore economico è diventato un valore. I valori dell’Europa sono lo “zero virgola”.

Mi dimetto da occidentale, essendo sempre stato orgoglioso di farne parte. Ho sempre saputo di essere un privilegiato e immeritatamente fortunato a stare da questa parte, ma l’Occidente che non vede l’ora di fare la guerra, di sganciare qualche bomba senza sapere esattamente perché e per fare cosa, l’Occidente che finanzia il terrorismo islamico (rileggersi le mail della signora Clinton) non è più il mio Occidente. Non è questione di destra e sinistra, è questione di chi siamo.

Nel Medioevo quando a un viaggiatore proveniente da un qualsiasi Paese dell’Europa veniva chiesto: «Da dove vieni», lui rispondeva «da Christiania». L’Europa non era un luogo fisico, era un luogo dell’anima, dello spirito, del cuore. Ed era invidiata non per il suo benessere, ma per il suo essere bene. Abbiamo sostituito l’anima con lo zero virgola e lo spirito con le bombe. Parafrasando l’immortale Gaber, io non mi sento occidentale ma per fortuna o purtroppo lo sono.

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Anno XIII n 10 ottobre 2018
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