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Cialtroni d’Italia

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Martedì, 02 Aprile 2019
Tram-Atm-Milano © Getty Images

«Disagi in vista per cittadini e pendolari: venerdì 8 marzo la Confederazione unitaria di base e l’Unione sindacale di base hanno proclamato uno sciopero generale dei trasporti di 24 ore con rivendicazioni riguardanti la violenza maschile sulle donne, le discriminazioni di genere, contro la precarietà e la privatizzazione del welfare, il diritto ai servizi pubblici gratuiti e accessibili, al reddito universale e incondizionato, alla casa, al lavoro, alla parità salariale, all’educazione scolastica, alla libertà di movimento, per le politiche di sostegno alla maternità e paternità condivisa. Le modalità dell’agitazione variano da città a città. A Milano e Lombardia, treni, metropolitane e autobus potranno subire, perciò, l’assenza di parte del personale».

Non credeteci, se volete, ma questi sono i motivi per il quale l’8 marzo Milano e la Lombardia si sono fermate. Non credeteci, ma questo è uno dei motivi per i quali l’Italia è in recessione. Sì, ok, la Tav... sì, ok, il reddito di cittadinanza in deficit... sì, ok, un governo cialtrone fatto da cialtroni... tutto vero. Ed è talmente vero che, almeno io personalmente non intendo perdere un solo istante della mia vita a ripeterlo. Ma fa specie che gli stessi che accusano (giustamente, lo ripeto a scanso di equivoci) che l’Italia è governata da cialtroni, non dicano una parola su questi altri cialtroni. Sindacalisti che bloccano la città più produttiva d’Italia e la Regione più importante d’Europa per chiedere la «paternità condivisa», protestare contro la «privatizzazione del welfare» e invocare il «reddito universale e incondizionato». Con in più la beffa della richiesta della «libertà di movimento» proprio nel momento in cui la negano ai cittadini, scioperando.

Nessuno, dico, nessuno dei signori censori del governo dei cialtroni ha il fegato di dire chiaro e tondo che cialtroni sono anche questi sindacalisti e che la legge sulla rappresentanza sindacale va cambiata per evitare che queste costose buffonate possano ripetersi. Ecco perché diffido di chi dà dei cialtroni ai ministri. Prima di tutto perché ha tempo da perdere nel ripetere delle ovvietà (e a me perdere tempo non piace) ma anche perché non ha l’onestà intellettuale (tradotto: le palle) di ammettere che non sono i soli cialtroni che ammorbano il Paese. Anche i pusillanimi come loro non fanno un buon servizio al Paese. E all’intelligenza di chi lo abita.

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Anno XIV n 10 ottobre 2019
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