Chi si fida di Beppe Grillo?

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Sto per scrivere una cosa che temo di non condividere, anche se so che le cose stanno esattamente come sto per scriverle. Beppe Grillo , scavallando le regole scritte da lui stesso, ha fatto fuori senza tanti complimenti la candidata del Movimento 5 Stelle alla poltrona di sindaco di Genova, Marika Cassimatis , che aveva ottenuto più voti nel corso delle “comunarie” del Movimento.
Lo scandalo si è levato prepotente da tutto il Paese. Scandalo che si è trasformato in indignazione quando Grillo ha dato, come unica spiegazione del suo gesto, questa frase: «Fidatevi di me». Per averlo detto, il leader dei 5 Stelle è stato accusato di cesarismo, di non rispettare la democrazia, di essere un padre padrone idiosincratico alle regole. Tutte cose ben note da tempo, eppure la frase «fidatevi di me» è la più ragionevole spiegazione che Grillo potesse dare alla sua decisione.
Solo l’ideologia poliziesca e manettara pseudo rivoluzionaria con il mito della trasparenza può credere (e far credere) che si voti un personaggio politico per la sua competenza. Solo un teorico utopista alla Rodotà o un illuso medio, cioè un grillino, può pensare che la democrazia diretta serva per eleggere i migliori, per scegliere tra milioni di persone, quello o quella più brava. Balle colossali sulle quali c’è gente che ci ha fondato un partito, non credendoci. Grillo ha fondato un partito, basandolo su presupposti che lui stesso nega.

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IL LEADER DEL MOVIMENTO 5 STELLE

HA FONDATO UN PARTITO

BASANDOLO SU PRESUPPOSTI

CHE LUI STESSO NEGA

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Quando votiamo, non votiamo il migliore, votiamo chi ci dà fiducia. Il voto è sempre un voto di fiducia. Perché facciamo così? Semplicemente perché è più umano. Perché è impossibile per chiunque individuare “il migliore”: bisognerebbe avere a disposizione una massa infinita di dati e avere la capacità di elaborarli dopo averli confrontati con altri milioni di dati riferibili ad altri candidati. Impossibile. Per questo ogni gesto umano si basa sulla fiducia, sul fidarsi di qualcuno. Non c’è ambito umano dove la fiducia non giochi il ruolo principale. E la politica è l’ambito nel quale gioca un ruolo ancora più importante.
Per questo Grillo ha fatto benissimo a invocare la fiducia su di sé, non sul candidato da lui scelto. Non ha detto: «Il mio candidato è meglio di quell’altra», perché questa sarebbe stata una valutazione opinabilissima, ma ha detto «fidatevi di me». Quindi, a questo punto, la domanda vera è: ci si può fidare di Beppe Grillo? La mia risposta è, ovviamente no. Ma come dovrebbe rispondere un grillino medio? Considerando che in una decina d’anni Grillo ha fondato dal nulla quello che oggi è, stando ai sondaggi, il primo partito d’Italia, la risposta non può che essere sì. È ragionevolissimo, per un grillino, fidarsi di lui più che nelle competenze della persona che ha scelto per sostituire quella democraticamente eletta. Ecco perché il M5S cresce: perché la fiducia il Grillo è di molto superiore alle sciocchezze dei suoi candidati.

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Senza rete

Marco Cobianchi è giornalista economico del settimanale Panorama e collabora con Business People dove tiene la rubrica/editoriale Senza rete . E' anche autore dei libri Bluff, Mani bucate e Nati corrotti . E' stato conduttore su Rai 2 del programma Num3r1.
marcocobianchi.wordpress.com

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