Camera-Montecitorio-© Getty Images

Avete letto le misure contenute nella manovra da 3,4 miliardi? Che ne pensate? Pensate che che non bastino? Che siano inutili? Ipocriti. Se pensate davvero che l’Italia avrebbe bisogno di misure più drastiche, allora dovete essere disposti ad accettarle. Ma non lo siete. In questo senso è vero che i politici sono lo specchio della società (né migliori né peggiori, e la cronaca giudiziaria ne dà ogni giorno conferma): non varano misure più incisive perché gli italiani si rivolterebbero. Poi, come sempre succede, trovi sempre un giudice che dà ragione alla piazza.

Allora, considerato che il tesoretto da 47 miliardi di cui ha parlato Renzi non esiste (lo sapete, vero?) e considerato che la vera manovra arriverà a fine anno, mi prendo la briga di avanzare alcune modeste proposte di misure “lacrime e sangue” che nessuno vuole ma che tutti sanno dovrebbero essere prese.

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I POLITICI SONO LO SPECCHIO DELLA

SOCIETÀ: NON VARANO MISURE INCISIVE

PERCHÉ GLI ITALIANI SI RIVOLTEREBBERO

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Prima proposta (questa non fa risparmiare soldi, ma è decisiva per accrescere il livello di fiducia collettiva nel sistema economico): chiunque ritarda di tre giorni lavorativi il pagamento di una fattura viene automaticamente dichiarato insolvente e, come tale, viene commissariato. Questa misura vale sia per le pubbliche amministrazioni che per le società private (poi vai a spiegare al giudice che la segretaria era in maternità).

Seconda proposta: abolizione delle Regioni a statuto speciale. Gli abitanti di Trento e Bolzano ricevono, in termini di trasferimenti statali, più di chiunque altro cittadino della penisola: 7.638 i primi e 8.964 i secondi proprio grazie al loro status particolare, ormai ingiustificato. A questa misura è da affiancare il commissariamento della Regione Sicilia, il vero buco nero dei conti pubblici italiani sino al momento in cui il bilancio non sia stato depurato dalle scorie di crediti farlocchi, spese clientelari e dirigenti assenteisti.

Terza proposta: abolizione (graduale, ma sarebbe meglio immediata) delle pensioni di reversibilità. Siamo il Paese europeo che spende di più in pensioni di reversibilità, il 5,4% dell’intera spesa sociale. La Germania spende il 4,8% e la Francia spende il 2,8% per il semplice fatto che in questi Paesi esiste un tetto alla parte di pensione che il coniuge superstite può incassare della pensione del coniuge morto. La Gran Bretagna ha posto dei vincoli così stretti che la spesa sociale dedicata alle pensioni di reversibilità è pari appena allo 0,1% del totale.

I soldi risparmiati possono essere usati per abolire l’Irap, riportare l’Iva al 20%, abbassare le tasse sulle famiglie, tagliare il peso del fisco sul lavoro, programmare quei famosi investimenti pubblici che potrebbero davvero creare lavoro e ricchezza o, meglio ancora, abbassare davvero il debito pubblico per ridurne i costi. Certo, bisogna essere disposti a fare dei sacrifici. Siete disposti? No? Allora tenetevi quella supercazzola dello “split payment” e smettete di lamentarvi dei vostri politici.

Le opinioni

Marco Cobianchi è giornalista economico del settimanale Panorama e collabora con Business People dove tiene la rubrica/editoriale Senza rete. E' anche autore dei libri Bluff, Mani bucate e Nati corrotti. E' stato conduttore su Rai 2 del programma Num3r1.
marcocobianchi.wordpress.com

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