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La scrittura “lenta”

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Venerdì, 19 Ottobre 2012

Dopo aver preso in esame la scrittura “veloce ” e, a luglio, quella “dinamica ”, è venuto il momento di analizzare il segno opposto: la “lenta”.

scrittura Lenta

La scrittura lenta è, per definizione quella che scorre con lentezza sul rigo. La lentezza può essere determinata dall’accuratezza e dalla precisione del gesto grafico oppure da un’indole pigra e trasandata. Solo in questo secondo caso si può parlare di “lenta”, mentre nell’altro siamo in presenza di una scrittura “accurata”.
Alla base di una scrittura lenta c’è l’assenza di vivacità, di dinamismo, ma anche noncuranza e una certa mestizia. Chi ha questo segno è lento in tutto quello che fa, anche nel modo di apprendere e di pensare e non ha dinamismo intellettivo. Non si impegna minimamente e apprende solo quello che costa poca fatica e comunque ritiene necessario. È lento in ogni suo atteggiamento: nel camminare, nel parlare, nell’affrontare i problemi. Vive alla giornata, senza prendersi cura di se stesso né, tantomeno, degli altri. Non ha slanci di entusiasmo, non riesce ad appassionarsi a nulla, sia nello studio sia nel lavoro, ambito nel quale limita al minimo il suo impegno e non si prende mai una responsabilità. Se viene sollecitato si perde e chi lo stimola ottiene così un risultato opposto a quello che ci si prefigge con in più un senso di fastidio e di insofferenza che il soggetto non fa nulla per dissimulare.
Nella conversazione evidenzia difficoltà nel formulare un ragionamento se questo presuppone operazioni mentali di una certa complessità, e comunque gli manca la capacità, ma anche la voglia, di esprimere il proprio punto di vista. La sua indolenza non lo aiuta certo a generare fiducia in chi gli sta intorno, e questo fa sì che la sua vita sociale e di relazione sia estremamente povera.
Tale isolamento accentua ulteriormente il suo senso di tristezza e di abbandono, con il rischio di una spirale depressiva. In ambito lavorativo viene spesso semplicemente definito un fannullone, ma la sua personalità è certamente più complessa e meriterebbe un’attenzione particolare per cercare di trarne il meglio possibile.

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