© ThinkStock/Alexander Raths

Prima o poi questa crisi finirà e allora le aziende dovranno tornare ad assumere personale. Per scegliere il candidato giusto, a fronte di un’offerta molto ampia, il processo di selezione dovrà essere ancora più attento. Ci si potrà avvalere di svariati strumenti, tra i quali non dovrebbe mancare l’esame grafologico.
L’analisi della grafia non sostituisce il normale percorso di selezione, ma lo completa, perché mette in luce quegli aspetti caratteriali che in un colloquio possono rimanere nascosti. Così come riesce a far emergere le effettive risorse di chi affronta l’incontro con timore o eccessiva ansia. Compito del grafologo è evidenziare caratteristiche e potenzialità del candidato, identificare le eventuali aree di rischio in relazione a vari elementi. Il profilo integrato che ne deriva deve poi essere correlato al contesto aziendale e alla funzione da ricoprire.

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L’analisi della grafia
non sostituisce il normale
percorso di selezione,
ma lo completa

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L’analisi grafologica analizza una serie di caratteristiche, al fine di selezionare il candidato più idoneo. Si valuta il temperamento, cioè qual è il potenziale del candidato in termini di apertura e chiusura, dinamismo e passività, tensione e calma. Si misura l’energia, cioè il livello di resistenza psicofisica e la capacità di sopportare fatica e stress. L’ordine e metodo, così come la concretezza e la capacità di programmazione, sono caratteristiche importanti da misurare. L’azienda si aspetta dal candidato altre due doti: la costanza nel portare a termine un compito, così come la responsabilità, intesa come coscienziosità e senso di appartenenza all’azienda. Molto importanti, soprattutto per alcuni ruoli, sono la capacità auto-affermativa, cioè la voglia di migliorarsi e di emergere, ma anche l’abilità suasiva, necessaria per coinvolgere e convincere clienti e collaboratori. Tutte queste caratteristiche emergono chiaramente dall’analisi grafologica. Il modo in cui il candidato occupa lo spazio nel foglio, la pressione che esercita, i segni che traccia e altri elementi possono essere una conferma di quanto emerso nel colloquio, ma qualche volta dicono molto di più. Peccato che in Italia ancora pochi ricorrano a questo prezioso strumento.

Le opinioni

Candida Livatino si è diplomata, quale Consulente Grafodiagnostico, presso l’Associazione Scuola di Grafologia Crotti di Milano. E' iscritta all'Associazione Grafologica Italiana (AGI). Si è specializzata in diverse aree della Grafologia, fra le quali l’analisi della scrittura e dei disegni nell’età evolutiva e la valutazione grafologica finalizzata alla Selezione del Personale. Ha curato una sua rubrica settimanale su Sipario, il rotocalco di Rete4, analizzando la scrittura dei personaggi del mondo dello spettacolo. Attualmente collabora con Mattino Cinque e Pomeriggio Cinque e con le testate giornalistiche del Gruppo Mediaset per l’analisi grafologica dei personaggi al centro dei fatti di cronaca. Ha collaborato con alcune testate Mondadori ed attualmente ha una sua rubrica Scrivo dunque sono su Business People nella quale spiega i segreti della grafologia.

www.livatinocandida.it