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Non siamo tutti uguali

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Martedì, 31 Agosto 2010
Saviano © GettyImages

«La maldicenza c’è sempre stata, ma adesso siamo di fronte a una sua nuova forma il cui presupposto è che siamo tutti merda, quindi nessuno ha il diritto di giudicare gli altri. Cosentino in odore di camorra cerca di far passare anche Caldoro per camorrista. Camorrista io, camorrista lui, pari siamo. Ma Caldoro, come dice lui, “è pure ricchione”, quindi sono meglio io. Siamo tutti esseri umani, è vero, con le nostre contraddizioni e i nostri interessi. Ma non deve passare il principio per cui tutte le contraddizioni e tutti gli interessi sono uguali. Il problema non è quali scelte fai, ma se quelle scelte ti rendono un uomo ricattabile. E all’elettore spesso piace vedere la gente cadere. La loro caduta giustifica i nostri insuccessi: perché non ho un lavoro decente? Perché non prendo una pensione decorosa? Allora si dà la risposta facile: perché chi ce la fa, chi ottiene le cose, è un raccomandato che non vale niente o è un corrotto».

Dall’intervista a Roberto Saviano contenuta nell’articolo “Rivoglio la mia vita”
di Silvia Nucini Vanity Fair n. 30 del 4 agosto 2010

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