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Il valore della sconfitta

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Venerdì, 30 Settembre 2016
Pier Paolo Pasolini © Getty Images

Penso che sia necessario educare

le nuove generazioni al valore

della sconfitta.

Alla sua gestione.

A costruire un’identità capace

di avvertire una comunanza di destino,

dove si può fallire e ricominciare

senza che il valore

e la dignità ne siano intaccati.

A non divenire uno sgomitatore sociale,

a non passare sul corpo degli altri

per arrivare primo.

In questo mondo di vincitori volgari

e disonesti, di prevaricatori

falsi e opportunisti, della gente

che conta, che occupa il potere,

che scippa il presente, figuriamoci

il futuro, a tutti i nevrotici

del successo, dell’apparire, del diventare.

A questa antropologia del vincente

preferisco di gran lunga chi perde.

È un esercizio che mi riesce bene

e mi riconcilia con il mio sacro poco.

Pier Paolo Pasolini (Bologna, 5 marzo 1922 – Roma, 2 novembre 1975) è stato uno scrittore, cineasta e giornalista. Suscitò spesso polemiche per i suoi giudizi critici nei confronti della nascente società dei consumi.

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