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Ho bisogno di un compenso

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Lunedì, 31 Maggio 2010

Secondo la mia povera intelligenza terrena, euclidea, so soltanto che la sofferenza esiste e che i colpevoli non esistono, che ogni cosa deriva semplicemente e direttamente da un’altra, che tutto scorre e tutto si equilibra, ma queste non sono che sciocchezze euclidee, lo so bene, e non posso accontentarmi di vivere in base a simili sciocchezze! Cosa mi importa che non esistano colpevoli, che ogni cosa derivi semplicemente e direttamente da un’altra, e che io lo sappia: ho bisogno di un compenso, se no mi distruggo. E un compenso non nell’infinito, chissà dove e chissà quando, ma qui, sulla terra e e voglio vederlo con i miei occhi! Io ho creduto, e perciò voglio vedere anch’io se allora sarò già morto, mi devono resuscitare, perché se tutto accadesse senza di me sarebbe avvilente. Non ho sofferto per concimare con le mie colpe e le mie sofferenze una armonia futura in favore i chissà chi! Voglio vederlo con i miei occhi il daino che gioca accanto al leone, e l’ucciso che si rialza e abbraccia l’uccisore. Voglio esserci anch’io, quando tutti sapranno finalmente perché le cose sono andate così.

Fëdor Dostoevskij, I fratelli Karamazov

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