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Gli uomini non sono cani

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Lunedì, 31 Maggio 2010

Per natura, un filosofo non è, per ingegno o disposizione, diverso da un facchino nemmeno la metà di quanto lo sia un mastino da un levriero, un levriero da uno spaniel, o quest’ultimo da un cane pastore. Però queste razze diverse di animali, anche se tutte della stessa specie, sono di ben scarso aiuto l’una per l’altra. La forza del mastino non è minimamente supportata dalla velocità del levriero, dalla sagacia dello spaniel o dalla mansuetudine del cane pastore. Gli effetti di queste diverse capacità e talenti non possono essere depositati in un fondo comune grazie alla possibilità e all’inclinazione per il baratto e lo scambio, e contribuire a una migliore sistemazione e convenienza della specie. Ogni animale è ancora costretto a sostentarsi e difendersi da sé, separatamente e indipendentemente, e non deriva nessuna sorta di vantaggio dalla varietà dei talenti con cui la natura ha voluto distinguere i suoi compagni.

Tra gli uomini, al contrario, le abilità più diverse possono essere utili l’una all’altra; grazie alla generale inclinazione al commercio, al baratto e allo scambio, i differenti prodotti dei loro rispettivi talenti sono depositati in un fondo comune, dove ogni uomo, se ha motivo di farlo, può acquistare il prodotto dei talenti di altri uomini.

Adam Smith, La ricchezza delle nazioni (1776)

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