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Far quello che devo e non quello che preferisco

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Venerdì, 07 Novembre 2014
Charles-Pierre Peguy

«Mi concedo di scrivere quando ho assicurato
il lavoro di gestione e il lavoro di fabbricazione.
So che faccio un lavoro miserabile. Correggo le bozze
con una sollecitudine così meticolosa che mi ha reso leggermente ridicolo,
soprattutto quando tante cure non sono sufficienti a evitare qualche refuso.

Sono un povero industriale e, come si dice, un piccolo negoziante.
Lo sono perché devo esserlo. Faccio con passione due mestieri reali.
Questi due mestieri mi hanno insegnato sulle realtà economiche,
politiche, morali e sociali più di quanto
mi avevano insegnato in cinque anni i miei maestri.

Preferirei fare opere più considerevoli, se non più serene.
Preferirei scrivere delle novelle, dei racconti,
dei romanzi, dei dialoghi, dei poemi o dei drammi.
Credo di non esserne incapace. Preferirei lavorare a delle grandi opere.
Ma devo fare quel che devo e non quello che preferisco».

Cahier del 5 aprile 1902 di Charles-Pierre Peguy (Orléans, 7 gennaio 1873 – Plessis-L’Évêque, Seine-et-Marne, 5 settembre 1914) Scrittore, poeta e saggista francese. Consacratosi al socialismo, tornò poi al cristianesimo, ma inteso come religione poetica, senza sacramenti e libero dai dogmi

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