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Esopo docet

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Lunedì, 31 Maggio 2010

La volpe e l’uva

Una volpe affamata vide dei grappoli d’uva che pendevano da un pergolato e tentò d’afferrarli. Ma non ci riuscì. “Robaccia acerba!”, disse allora fra sé e sé; e se ne andò.

Così, anche fra gli uomini, c’è chi, non riuscendo, per incapacità, a raggiungere il suo intento, ne dà la colpa alle circostanze.

Le rane nel pantano

Due rane, abbandonato il pantano dove abitavano, perché nell’estate s’era prosciugato, andavano cercandone un altro. Capitarono presso un profondo pozzo, e una di esse, quando lo vide, disse all’altra: “Ehi, tu! scendiamo giù insieme in questo pozzo”. Ma l’altra le rispose: “E se poi l’acqua secca anche qui, come faremo a uscirne fuori?”.

Non bisogna mai avventurarsi imprudentemente in un’impresa.

La tartaruga e la lepre

Una tartaruga e una lepre continuavano a far discussioni sulla loro velocità. Finalmente, fissarono un giorno e un punto di partenza e presero il via. La lepre, data la sua naturale velocità, non si preoccupò della cosa: si buttò giù sul ciglio della strada e si addormentò. La tartaruga, invece, consapevole della sua lentezza, non cessò di correre, e così, passando avanti alla lepre che dormiva, raggiunse il premio della vittoria.

Spesso con l’applicazione si ottiene più che con i doni naturali non coltivati.

Tratto da Esopo Favole, Bur, 2004

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Anno XII n 12 dicembre 2017
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