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  • Sulle note della perseveranza
    Sulle note della perseveranza

    “Cambio molto, scarto e tento sempre di nuovo finchè non sono soddisfatto, poi comincio a elaborare nella mia testa, allargo, restringo, spingo verso l’acuto e verso il grave e, poiché so cosa voglio, la concezione di fondo non mi abbandona mai”.“Il vero artista non conosce superbia: purtroppo egli vede che l’arte non ha limiti.

  • A che serve possedere le stelle
    A che serve possedere le stelle

    Il quarto pianeta era abitato da un uomo d'affari. Questo uomo era così occupato che non alzò neppure la testa all'arrivo del piccolo principe. «Buon giorno», gli disse questi. «La vostra sigaretta si è spenta». «Tre più due fa cinque. Cinque più sette: dodici. Dodici più tre: quindici.

  • Cosa sarà
    Cosa sarà

    Cosa sarà che fa crescere gli alberi e la felicità,che fa morire a vent'anni anche se campi fino a cento.Cosa sarà a far muovere il vento a far fermare il poeta ubriacoa dare la morte per un pezzo di pane o per un bacio non datoOh, cosa sarà, che ti svegli al mattino e sei serioche ti fa morire di dentro di notteall'ombra di un desiderio, cosa sarà.

  • La vita non è avara
    La vita non è avara

    La maggior parte degli uomini, o Paolino, rimprovera alla natura di essere stata avara con noi per averci dato una vita così breve e veloce che, salvo pochissime eccezioni, ci abbandona proprio mentre ci accingiamo a sperimentarla.Questo fatto, che tutti considerano una disgrazia, provoca il...

  • Un lavoro ben fatto
    Un lavoro ben fatto

    Un tempo gli operai non erano servi. Lavoravano. Coltivavano un onore, assoluto, come si addice a un onore. La gamba di una sedia doveva essere ben fatta. Era naturale, era inteso. Era un primato. Non occorreva che fosse ben fatta per il salario, o in modo proporzionale al salario.

LA RIVISTA
Anno XVII n 5 maggio 2022
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