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Venerdì, 29 Gennaio 2021
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Il Rapporto ASviS 2020 indica chiaramente un arretramento dell’Italia nel già lento percorso verso l’attuazione dell’Agenda 2030 per lo sviluppo sostenibile. Abbiamo sostanzialmente perso cinque anni sui 15 disponibili per raggiungere i target specifici. Non è difficile attendersi un 2021 di ulteriore peggioramento, se non interverremo rapidamente. L’impatto della pandemia sugli indicatori legati a salute, economia, occupazione e diseguaglianze è molto pesante e non sarà riassorbito in breve tempo.

Nonostante gli obiettivi dell’iniziativa Next Generation Eu e le linee guida che i Paesi devono seguire nella preparazione del Piano nazionale di ripresa e resilienza siano direttamente connessi alla transizione ecologica e digitale, alla lotta alle disuguaglianze a partire da quella di genere, agli investimenti in conoscenza, alla difesa e al miglioramento del capitale naturale, non c’è ancora traccia di una seria analisi d’impatto dei progetti inseriti nel programma italiano.

La prima impressione è che si punti alla costruzione di opere e infrastrutture, spesso necessarie, ma insufficienti per modificare in profondità le performance economiche e i parametri di sostenibilità del nostro Paese. In alcuni ambienti, purtroppo anche nel management di alcune aziende, si è addirittura diffusa l’idea che in un periodo di crisi così profonda perseguire gli obiettivi di sostenibilità sia un lusso che non possiamo permetterci. La scelta decisa delle politiche europee mostra invece il contrario: la pandemia è un‘occasione da non perdere per riprogettare e trasformare molte attività.

I contenuti del Piano nazionale di ripresa e resilienza saranno decisivi per accelerare il percorso dell’Italia verso gli obiettivi dell’Agenda 2030, ma le aziende e i manager possono già oggi contribuire concretamente, per la loro parte. Le opportunità offerte da una diffusione ampia dello smart working consentono di ridurre notevolmente l’impatto sulle città e sui mezzi di trasporto. Ma i risultati più rilevanti e permanenti si possono ottenere quando le aziende iniziano a considerare strategici gli obiettivi di sostenibilità.

Interessante a questo riguardo la ricerca La relazione tra gli Mbo dei manager e gli obiettivi sociali e ambientali delle imprese condotta dalla Prof.ssa Rebecca Levy Orelli dell’Università di Bologna e da Manageritalia Emilia Romagna con il suo consigliere Gianluca Maestrello. Emerge dall’indagine che per il 40% delle aziende intervistate “la sostenibilità è parte del business” e per il 30% “la sostenibilità aiuta fattivamente l’azienda e lo sviluppo di prodotti e servizi migliori”. Consapevoli di questo in tali aziende si è deciso di collegare direttamente la remunerazione variabile dei manager al raggiungimento di obiettivi di sostenibilità. Questa è la via giusta. Non c’è tempo da perdere, nelle scelte strategiche delle nostre imprese sta la chiave per accelerare il passo.

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Anno XIV n 5 maggio 2021
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