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Servono competenze, responsabilità e ruoli

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Martedì, 09 Giugno 2020
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Facciamo ripartire e correre l’Italia guidati da competenze, responsabilità e ruoli. Questo è stato il senso e l’obiettivo della maratona con i manager che abbiamo fortemente voluto e organizzato sotto l’egida di Cida (Confederazione italiana dei dirigenti e delle alte professionalità) il 2 maggio scorso. Non eravamo soli, insieme a noi l’hanno voluta, organizzata e corsa anche la Rete dei comunicatori e del management, Confassociazioni e tutte le organizzazioni a esse aderenti. 

Per ripartire da qui, da una maratona virtuale per far tornare a correre l’Italia, puntando sulle competenze dei manager e di tutti. Un vero successo nel quale abbiamo coinvolto tanti altri. Abbiamo raccolto online le proposte di quasi 400 tra manager, professionisti, comunicatori, esponenti della business community, delle istituzioni e della società. E ci hanno seguito, commentando, rilanciando e dicendo la loro quasi 124 mila italiani. Un grande successo anche sui media. Ma sarà effimero se non riusciremo a essere protagonisti, trascinando tutto il Paese, di un rilancio fatto di sapere e saper fare. Come ha scritto Ferruccio de Bortoli sul Corriere della Sera  il 17 maggio, appena prima dell’ulteriore sblocco dell’Italia del 18 maggio, «si tornerà a crescere, sostenendo il peso del debito pubblico, solo se si rilanceranno investimenti, competenze, merito, ricerca, concorrenza. In sintesi estrema: se si avrà cura del capitale umano».

Questo stiamo chiedendo alle istituzioni, di ascoltarci e puntare su alcuni punti cardine per la ripresa e il futuro del Paese che sono emersi con forza anche durante il lockdown e che noi portiamo avanti da sempre. Di fatto oggi serve:

  • Affidare ai manager la cura dell’economia, come affidiamo agli scienziati quella dei virus;
  • Puntare su pragmatismo, competenza e capacità diffusa di realizzare progetti. I governi, centrali e locali, devono affidarsi a chi ha responsabilità in azienda e competenze per prendere decisioni operative;
  • Avere grande visione e capacità di avviare progetti ambiziosi, determinanti in questo passaggio critico nella storia del nostro Paese e dell’Europa;
  • Attivare rapidamente investimenti pubblici e privati e far ripartire le imprese. I sussidi sono necessari per non entrare nella spirale della povertà, ma non bastano. 

Dobbiamo e vogliamo ripartire, ma non da dove eravamo rimasti, non ricominciando a fare tutto come prima, con gli stessi obiettivi, gli stessi strumenti e di conseguenza gli stessi risultati. L’Italia deve ripartire più attrezzata per dare risposte articolate a situazioni complesse. Questo è ciò che ci si aspetta da una classe dirigente responsabile e lungimirante. Ma non può bastare solo la risposta della politica ai problemi. Serve anche un supporto di saperi e di competenze che fornisca al decisore politico le migliori soluzioni praticabili. L’innovazione che auspichiamo passa dalle competenze e dal merito, perché richiede una cultura organizzativa specifica, agile, grandi sforzi, creatività, tempestività di azione.

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