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Ripartiamo da stabilità e competitività

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Mercoledì, 09 Ottobre 2019
Ripartiamo da stabilità e competitività © Getty Images

Il nuovo governo si è insediato ed è già al lavoro sulla legge di stabilità 2020 ormai prossima e che, ancora una volta, si preannuncia complessa e piena di nodi da sciogliere. Che ne sarà, per esempio, dei 23 miliardi che servono per disinnescare nel 2020 le clausole di salvaguardia che prevedono l’aumento dell’Iva? Quali interventi si metteranno in campo per rendere il mercato del lavoro più rispondente alle esigenze delle persone e delle aziende? Come dare nuova linfa alle politiche attive del lavoro per accompagnare e formare in modo più incisivo i lavoratori nel periodo di transizione? L’Italia è ferma e l’economia ristagna. 

Le priorità sono tante. Certamente occorre partire dalla ormai improcrastinabile riduzione del cuneo fiscale, il cui rapporto, quando va bene, è di uno a due e si spinge fino a uno a tre per i manager. Questo cronico difetto del sistema italiano va riportato in cima all’agenda politica. Tutto dipenderà dalle risorse economiche a disposizione della manovra e, conseguentemente, della sua portata selettiva o generalizzata. Sarebbe bene anche che il nuovo governo ripartisse da un progetto di recupero della competitività. Fare aumentare la produttività è l’unica via per tornare a crescere. Entro il 2050 i pensionati saranno più numerosi dei lavoratori quale effetto dell’aumento del numero di over 50 inattivi unito al buco demografico che farà mancare circa 6 milioni di potenziali lavoratori. Auspichiamo che il governo più giovane di sempre abbia un’attenzione particolare verso i giovani e verso il lavoro per le nuove generazioni.

Servono poi una giustizia con tempi certi e fatti concreti contro l’evasione. L’obiettivo primario è alleggerire la pressione fiscale, nel rispetto dei vincoli di equilibrio del quadro di finanza pubblica: auspicando si ricordino anche di chi le tasse le ha sempre pagate, e tante. Anche noi, come il premier Conte, vorremmo, più che una nuova stagione riformatrice, recuperare sobrietà e rigore per invertire gli indirizzi meno efficaci delle azioni pregresse e condividiamo la necessità di attuare una robusta manutenzione del sistema Paese, intervenendo sulle reti infrastrutturali, materiali e immateriali. 

Una partita complessa nella quale Manageritalia, e l’intera comunità manageriale, farà sentire la propria voce, anche attraverso i tavoli di confronto istituzionale a cui partecipiamo direttamente o attraverso la Cida. Da questo mese avremo gli appuntamenti dei Precongressi delle associazioni territoriali di Manageritalia, momento fondamentale per avviare un confronto attivo e costruttivo sulle linee strategiche della federazione in vista del congresso nazionale che si svolgerà il 15 e il 16 novembre a Milano. L’impegno di delineare il nostro futuro non può prescindere da quello del Paese, che sarà anch’esso al centro dei lavori per portare poi le nostre idee, linee guida e azioni concrete per lo sviluppo a politica, istituzioni, economia e società civile.

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LA RIVISTA
Anno XIV n 10 ottobre 2019
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