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Manager, il futuro è roseo

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Martedì, 10 Aprile 2018
Woman manager © iStock/MichaelSvoboda

I dirigenti privati italiani – dopo il forte calo subito dall’inizio della crisi (-4,9% 2008/2016) – tornano a crescere, dopo il 2015, anche nel 2016 dello 0,4%. Una ripresa che ci rassicura sul fatto che, in un Paese che già soffre di una pesante sotto-managerializzazione, si cominci a capire e praticare l’importanza di condividere e/o affidare in toto la gestione delle imprese a bravi manager esterni. Un’opportunità che riguarda tutto lo Stivale, seppure più accentuata in alcune zone.

Pensiamo, infatti, che dei 113.232 dirigenti attivi nel settore privato in Italia a fine 2016 – ultimo dato disponibile Inps – il 42% è in Lombardia, soprattutto a Milano (32,6%), seguono poi con il 16% il Lazio, anche qui soprattutto Roma (15,3%), e con l’8,4% il Piemonte (5,7% a Torino). In uno scenario europeo dove i dirigenti sono almeno il 3% o più dei lavoratori dipendenti, l’Italia si ritrova con una media nazionale dello 0,9% e solo due regioni sopra l’1%: Lombardia (1,7%) e Lazio (1,4%). Emilia-Romagna e Liguria sono allo 0,8%, Veneto e Friuli Venezia Giulia allo 0,6% la Toscana allo 0,5%. Poi viene tutto il Centro e il Sud con livelli prossimi o pari allo 0,2%, che la dice lunga sulla quasi inesistente presenza di managerialità in quei territori. Non è un caso che la ripresa dei dirigenti dell’ultimo anno veda in prima fila proprio le regioni più managerializzate, che vanno meglio, hanno sofferto meno la crisi e sono già ripartite: Lombardia (+1,4%), Veneto (+ 0,6%) e Lazio (+0,3%). 

Altro dato importante è il fatto che la ripresa sia guidata dalle donne: cresciute del 29,4% durante il calo dei dirigenti tra il 2008 e il 2016 e del 4,4% nell’ultimo anno. Nella dirigenza privata è in atto un forte ricambio guidato anche dalle donne, che rappresentano il 16,6% dei dirigenti, in aumento rispetto solo a dieci anni fa quando erano poco più del 10%. Oggi i dirigenti hanno un’età media di 51 anni: 48 le donne e 50,5 gli uomini. Ma il ricambio è, come sempre per i manager, molto forte. Basti pensare che nella fascia d’età sotto i 35 anni le donne dirigenti sono il 30,8% e in quella sotto i 40 anni il 28,2%. Tra le regioni più “rosa” spiccano Molise (28,2%), Sicilia (23,1%), Lazio (22,2%), Basilicata (20%), Lombardia (18,5%) e Valle d’Aosta (17,9%). E, se nelle regioni più piccole spesso il limitatissimo numero di dirigenti e le imprese familiari possono incidere non poco, in Lombardia e nel Lazio il fenomeno è indubbio e destinato ad aumentare. La Lombardia, Milano in testa con 7.108 donne manager, è la regione con maggiore presenza numerica: 8.859. Il Lazio segue con 4.030, di cui 3.902 a Roma. Questo incremento è supportato dai numeri dei quadri privati, vero serbatoio per la futura dirigenza. Qui oggi le donne sono il 29,2%, il 35,9% tra gli under 35 e il 34,7% tra gli under 40. Insomma, c’è molto da fare ma siamo sulla buona strada.

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LA RIVISTA
Anno XIII n 4 aprile 2018
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