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La ripresa dipende da noi

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Mercoledì, 09 Settembre 2020
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Dato per scontato il forte calo del pil nell’anno in corso, nel loro complesso i dati di giugno sull’andamento dell’economia nei principali Paesi del mondo sono stati incoraggianti. La ripresa delle attività è in atto, seppure meno in Europa e in Italia, dove il ritardo è visibile. I dati Istat rilevano che il tasso di occupazione cala (è tornato ai livelli del 2016), quello di disoccupazione cresce e quello di inattività scende in questa fase di crisi, congelata dal blocco dei licenziamenti e con l’estensione della cassa integrazione.

L’impatto del coronavirus sul mercato del lavoro è quindi mitigato dagli ammortizzatori sociali. Bisogna vedere cosa succederà in questa seconda parte dell’anno, dopo la sospensione del blocco dei licenziamenti e quando ci si accorgerà che sarebbe stato meglio fare investimenti per rafforzare la formazione dei lavoratori affinché potessero rimanere sul mercato. Abbiamo di fronte una grande sfida che, per il bene del Paese, non possiamo perdere. Per vincerla dobbiamo però scegliere gli strumenti giusti, come nuovi investimenti – approfittando anche dell’importante dotazione di risorse, nazionali ed europee – che creino sviluppo e lavoro.

La ripartenza non avverrà naturalmente, ma deve essere indirizzata e supportata. Dalla politica, prima di tutto. C’è bisogno di sviluppo che porti lavoro, non di La ripresa dipende da noi assistenzialismo, di investimenti pubblici che creino un ambiente adatto per la crescita. Purtroppo è facile pensare che anche il “decreto Semplificazioni” non sarà sufficiente. Anche sulla nostra categoria la pandemia ha avuto conseguenze, al momento contenute. I dirigenti che applicano i contratti firmati da Manageritalia già a partire dalla crisi del 2008 avevano mostrano trend in controtendenza rispetto ai dati nazionali: dal 2008 al 2018 -4,2% tutti i dirigenti privati (fonte Inps) e + 6,9% quelli con contratti Manageritalia. Una crescita continuata nel 2019 (+2,5% anche nel 2019) e nei primi sei mesi del 2020 (+1,1%).

Gran parte dei settori produttivi e dei servizi sono colpiti da una crisi talmente profonda che, presumibilmente, nei prossimi mesi sarà difficile mantenere questo trend positivo. Siamo preoccupati, ma allo stesso tempo ottimisti. Stiamo programmando, come siamo soliti fare, le possibili contromisure. E di bravi manager il Paese e le imprese per cavalcare la trasformazione in atto hanno sicuramente bisogno. Certo, turismo e moda, dopo un blocco interminabile, si stanno lentamente riprendendo, mentre distribuzione food e logistica non hanno mai smesso la loro attività. Vedremo quindi, anche noi come tutti, a seconda del procedere dello sblocco più o meno definitivo delle varie attività economiche e sociali, come affrontare la ripresa dopo l’estate.

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Anno XV n 11 novembre 2020
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