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Industria o economia 4.0?

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Venerdì, 06 Ottobre 2017
© iStock/SergeyNivens

Finalmente anche l’Italia ha un piano per la digitalizzazione, Industria 4.0, fortemente voluto dal Governo e dal ministro dello Sviluppo economico Carlo Calenda. È benvenuto e dobbiamo fare di tutto perché serva davvero a cambiare il nostro modo di lavorare, fare business e competere sul mercato globale.

Serve, però, anche un salto culturale nella terminologia e quindi nel pensiero, perché la digitalizzazione del lavoro e del business non può fermarsi alla fabbrica. Oggi, parlare di agricoltura, industria e terziario non ha più un gran senso in termini di visione e sviluppo del business. La manifattura, infatti, per creare valore ed essere vincente deve sempre più ibridarsi con l’economia della conoscenza, adoperando come enzima i servizi. Lo stesso capita all’agricoltura e ai servizi. Insomma, i settori e le classificazioni tradizionali contano poco e quello che conta davvero è configurare e riconfigurare business che siano capaci di creare valore diventando sempre più qualcosa di diverso da quello che erano solo pochi anni fa.

Un processo guidato dalla digitalizzazione, ma che attraverso questa cambia tanti altri paradigmi. Allora vale la pena partire subito nei termini e nelle intenzioni con il concetto che 4.0 deve diventare tutta l’economia e non la sola industria e, aggiungiamoci pure, tutte le aziende, non solo quelle grandi e multinazionali. Certo, noi usiamo quel termine perché ormai già diffuso a livello internazionale. Industrie 4.0 (universalmente industry 4.0) nasce infatti in Germania nel 2011 e identifica l’iniziativa del Governo tedesco per implementare una strategia di digitalizzazione della manifattura. Negli Stati Uniti abbiamo invece l’Advanced Manufacturing Partnership (Amp), nato sempre nel 2011 come impegno dell’amministrazione Obama per la reindustrializzazione del Paese. Ma, se guardiamo oltre i termini, nei due contesti guida dell’economia mondiale l’implementazione è ben diversa. Gli Stati Uniti si dedicano al prodotto intelligente. La Germania si concentra sulla sola fabbrica intelligente. Negli Usa guida il rapporto con il consumatore finale. In Germania prevale la manifattura. Oltreoceano, infatti, la digitalizzazione dei processi economici – dall’organizzazione industriale alle reti logistiche, dalla decrittazione dei bisogni dell’utente finale all’efficace utilizzo del bene/servizio da parte sua – riguarda tutta la filiera e sia le attività B2B che quelle B2C.

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I settori tradizionali contano poco.

Si configurino business

che siano capaci di creare valore,

diventando diversi da quello

 che erano solo pochi anni fa

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Quest’ultimo è il fenomeno radicale ed eversivo che sta cambiando il capitalismo. Questo è il cambiamento ancor più ampio che dobbiamo fare noi, partendo dai termini che usiamo, per pensare e disegnare veramente un’Economia 4.0 della quale essere protagonisti.

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Anno XII n 12 dicembre 2017
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