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Creare collaborazione e crescita

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Lunedì, 09 Luglio 2018
collaborazione © iStock/Rawpixel

Otto italiani su dieci pensano che «per avere una vera crescita economica serve il contributo di tutte le generazioni, di loro in prima persona e anche dei pensionati». Questo dice la ricerca di AstraRicerche per Manageritalia, condotta su un campione di 1.462 italiani tra i 20 e i 75 anni, presentata a Milano l’8 giugno al Meeting Prioritalia dal titolo Costruire un patto generazionale nell’economia dell’innovazione e delle competenze . Non è quindi un caso che il 77% degli italiani valuti positivamente l’intergenerazionalità, cioè la collaborazione tra le varie generazioni. Emerge però un forte stacco tra i desiderata e la realtà: famiglia, lavoro, volontariato, società, rapporti personali e politica. Il gap più forte è proprio nel lavoro, come riconoscono anche i manager in un’indagine parallela. 

Le cause per entrambi sono mancanza di risorse, differenze nell’utilizzo delle nuove tecnologie e saperi, motivi culturali e, al primo posto per i manager, mancanza di chi sappia guidare e condurre i processi di intergenerazionalità e far dialogare le varie generazioni (36% italiani vs 75% manager). A confermare questa voglia di collaborare c’è il buon vissuto reciproco tra le varie generazioni. I 20-40enni sono ritenuti aperti soprattutto all’innovazione e al cambiamento nella società, economia e nel lavoro, ma anche fondamentali per il successo dell’Italia e per la ripresa economica. Dei 50-65enni si pensa che abbiano etica e valori forti, voglia di fare e di impegnarsi sul lavoro oltre a essere ben preparati per il mondo del lavoro. 

E i pensionati? Sono sì ritenuti troppo numerosi rispetto a giovani e lavoratori, ma gli si riconosce voglia di fare, di assistere parenti e amici, e di essere ben preparati per dare ancora un contributo nella società. Nell’indagine, che tocca tanti altri temi, gli italiani riconoscono ai manager un ruolo guida per lo sviluppo. Una conferma dello scopo dell’incontro di Milano e di Fondazione Prioritalia: portare il contributo dei manager anche fuori dalle aziende per attivare quei processi indispensabili per riprenderci il futuro. Apprezzamento per quest’impegno a favore del Paese è stato espresso in modo chiaro e netto anche dai politici presenti. 

Insomma, da anni di lavoro e da questa giornata esce una risposta forte e chiara all’invito del premier Conte che, parlando martedì 5 giugno in Senato delle Parti sociali, ha detto: «Occorre rimettere in moto, in maniera corale, tutte le molteplici energie positive del nostro Paese». Questo è proprio l’obiettivo che ci guida e che ha dato le mosse a Fondazione Prioritalia. Questo il senso del nuovo modello di rappresentanza della comunità manageriale, frutto di un percorso in atto da tempo che oggi vuole dare cittadinanza alle paure diffuse, ma soprattutto al valore delle competenze per alzare lo sguardo oltre le angosce del presente.

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Anno XIII n 12 dicembre 2018
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