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Così non si prende quota

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Lunedì, 11 Marzo 2019
Inps-Previdenza © Getty Images

Ancor più a fronte della recessione tecnica nella quale siamo entrati a fine anno, sarà utile per il Governo rivedere e ampliare la manovra economica, quasi tutta incentrata su Quota 100 e reddito di cittadinanza. Magari sarebbe bene farlo anche sentendo il parere di chi governa alcuni dei fenomeni sui quali si vuole incidere. Manageritalia, a inizio anno, ha fatto proprio questo per sapere se Quota 100 potesse realmente aumentare l’occupazione. Lo abbiamo chiesto ai dirigenti – oltre 500 general manager, Hr manager e Cfo, intervistati via web da AstraRicerche – che ci hanno chiaramente detto che muoverà poco o per niente l’occupazione, ma inciderà negativamente sul sistema pensionistico. 

Partiamo dall’effetto sull’occupazione. Solo il 23,6% degli intervistati ha detto che il decreto Quota 100 avrà un effetto positivo a livello nazionale, il 17% lo giudica invece negativo e il 59,4% neutro. Ancora più spento l’effetto nella propria azienda: 14% positivo, il 10,8% negativo e il 75,2% neutro. Tirando le somme i positivi sono solo il 6,6% in più a livello nazionale e il 3,2% a livello di singola impresa. Se poi si sperava in un “effetto giovani”, questo ci sarà, ma dimezzato rispetto a quello sull’occupazione totale. Infatti, chiedendo ai manager quanti giovani pensano verranno assunti ogni nuovo pensionato nella loro azienda, il risultato medio generale è 0,52.

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Muoverà poco l’occupazione e inciderà negativamente sul sistema pensionistico: il giudizio dei dirigenti sul nodo centrale della manovra economica

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Sugli effetti generali di Quota 100 per i potenziali beneficiari c’è poi un po’ di scetticismo. Per il 69,4% dei manager molti non ne usufruiranno perché avrebbero una pensione ridotta e non potrebbero cumulare lavoro e pensione (68%). C’è anche una paura: il 63% pensa che queste uscite saranno utilizzate dalle aziende per fare ristrutturazioni organizzative e ridurre i costi. Solo il 39,8% pensa che saranno davvero favorite le uscite dei senior e molti di questi utilizzeranno questa possibilità. 

Gli intervistati si mostrano ancora più scettici sugli effetti di Quota 100 sul sistema pensionistico. Dicono, infatti, a larga maggioranza che rischia di rendere necessari in futuro ulteriori aggiustamenti (79,2%), carica maggiori spese sulle spalle delle future generazioni (66,2%) ed è l’ennesima modifica che rischia di aumentare i timori circa le pensioni future (64,6%). Solo il 43% afferma che è utile per sbloccare il ricambio nel mondo del lavoro e dare opportunità ai più giovani. Insomma, a beneficiare di Quota 100 saranno le aziende che intendono ridurre i lavoratori senior e quei disoccupati o precari che la coglieranno come ultimo salvagente con non poche controindicazioni (taglio della pensione, impossibilità di lavorare ...). 

Bene, quindi, aiutare chi ha più bisogno, ma forse esistono già altri strumenti. In ogni caso, Quota 100, oltre a incidere negativamente su sostenibilità e fiducia del sistema pensionistico, non farà ripartire l’economia. Per questo serve altro e noi e i nostri manager siamo pronti a essere consultati per dare il nostro contributo.

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Anno XIV n 10 ottobre 2019
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