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Ability management

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Lunedì, 11 Giugno 2018
Ability management © iStock/ Mlenny

Qual è il ruolo dei manager? Abilitare le persone e le aziende a lavorare con successo! E questo è oggi sempre più vero e importante come ci testimoniano le aziende più competitive che abbiamo ma che dobbiamo moltiplicare, prima di tutto dando spazio ai manager che troppo spesso non ci sono o sono familiari dell’imprenditore. 

Una conferma viene da una recente indagine che AstraRicerche ha svolto ad aprile 2018 su quasi 1.000 dirigenti per Manageritalia e abbiamo presentato in occasione dell’incontro Disabilità & Lavoro, organizzato a Roma da Prioritalia, Aism e Osservatorio Socialis.

I risultati parlano in modo chiaro e inequivocabile. Emerge con forza un vissuto della disabilità come situazione che l’ampia maggioranza degli intervistati (76%) ha gestito con un ripensamento organizzativo. Dicono (88%), infatti, che abilitare la disabilità al lavoro è la scintilla che fa scoccare una riorganizzazione salutare per la produttività, il benessere e la competitività e impone nuove modalità gestionali con indubbi vantaggi per tutti. Il 65,4% dei manager dice che «avere colleghi di lavoro con disabilità ha determinato miglioramenti organizzativi con ricadute positive anche sugli altri lavoratori».

Si conferma, quindi, che l’organizzazione aziendale non può più essere un monolito tayloristico che pretende che il mondo si adegui a essa, quando il mondo è variegato e mutevole, ma deve essere flessibile e capace di accogliere tutti con effettivi e provati vantaggi. Stiamo parlando proprio di quella nuova organizzazione e di quel nuovo lavoro che oggi servono per entrare a pieno titolo nell’economia 4.0. Quello dei manager non è buonismo, ma volontà di porre al centro le persone per mettere in sinergia una pluralità di situazioni che solo se gestite come normalità aiutano veramente l’azienda a viverle come tali e a trarne vantaggi. Situazioni che mettono alla prova il manager e la sua capacità di organizzare, motivare, far collaborare e crescere le persone e dare senso al loro lavoro.

Proprio per questo, in generale non ritengono di dover confinare la gestione della disabilità in una figura ad hoc e specifica (51%), ma di ricondurla a una posizione organizzativa più ampia e soprattutto condividerla e farla propria da parte di tutto il management e l’organizzazione (75%). Non serve quindi il disability manager, ma piuttosto il disability management. E anche in questo sono aperti, anzi chiedono aiuto. Dicono (83%) che le competenze ed esperienze di associazioni non profit che si occupano di persone con disabilità possono contribuire a una maggiore conoscenza e informazione sulla gestione della disabilità in azienda. Per migliorare la cultura e facilitare anche in questo caso il loro compito di ability manager.

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Anno XIII n 6 giugno 2018
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