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2018: “collavorare” con robot e AI

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Giovedì, 01 Febbraio 2018
© iStock/3alexd

Nel 2018 “collavorare” con le nuove tecnologie, robot e AI in testa, sarà sempre più importante per lavorare e competere ai massimi livelli. Non è e non deve essere l’accettazione di un progresso inevitabile. Piuttosto deve essere la concreta presa di coscienza da parte di tutti gli italiani che le nuove tecnologie non sono buone o cattive per default, ma lo sono in base a come le utilizziamo e le inseriamo a pieno titolo nella nostra vita sociale e professionale.
Inutile ricordare come i luddisti ci siano sempre stati sin dalla primissima rivoluzione industriale. Rompere i telai meccanici ieri o i robot e le AI oggi perché tolgono lavoro e reddito alle persone è sbagliato e, la storia ci ha insegnato, insensato. E se anche volessimo farlo, i nostri concorrenti li utilizzerebbero e noi saremmo esclusi da sviluppo e benessere. Quindi, vediamo di usarli e di lavorare con loro per stare meglio. Certo, in un Paese dove innovazione e tecnologia sono presenti a macchia di leopardo, serve convincere gli italiani che le nuove tecnologie sono “amiche” e dimostrare che nella vita e ancor più nel lavoro quotidiano sono alleate indispensabili.
La necessità di avvicinare italiani e nuove tecnologie, soprattutto sul lavoro, è confermata anche una recente indagine sviluppata a novembre 2017 da AstraRicerche per Manageritalia via web su un campione rappresentativo degli italiani in età lavorativa. La maggioranza (62,5%) degli intervistati pensa che robot e AI ridurranno l’occupazione di chi fa lavori ripetitivi e una percentuale minore (43,3%) anche di chi fa lavori manuali più complessi. In positivo si pensa, invece, che faranno risparmiare le aziende (47,7%), daranno una forte spinta alla produttività (46,8%) e alla possibilità di produrre e offrire servizi finora difficili o impossibili (46,5%). Tutto questo anche perché aiuteranno chi fa lavori manuali a essere più veloce (41,3%) e ridurranno il prezzo dei prodotti/ servizi per i clienti (31,2%). C’è anche un effetto di miglioramento del lavoro degli umani perché: spingeranno i lavoratori a migliorare le loro competenze (35,8%), renderanno gli ambienti di lavoro più sicuri (35%).
Di fatto abbiamo poco più di un 40% di italiani che vive positivamente l’arrivo di robot e AI: tutti per i vantaggi di produttività delle aziende, solo metà per l’opportunità e stimolo sui lavoratori per migliorare competenze e fare attività più interessanti. Il restante 60% è invece contrario e impaurito. Allora sta soprattutto ai manager coinvolgere e convincere anche la maggioranza più lontana dall’innovazione. Dimostrare nei fatti che lavorare con robot e AI è un vantaggio per tutti, soprattutto perché permette di valorizzare ancor più le persone e metterle al centro di un lavoro con ancor più senso e valore.

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Anno XIII n 11 novembre 2018
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