Telelavoro. Per svecchiare il mondo del lavoro

Progetto Manager - Maggio 2011

Il 90% degli italiani vorrebbe telelavorare, anche se tre su quattro non l’hanno mai fatto. Ma anche i manager ne auspicano una maggiore diffusione perché dicono che il telelavoro aumenta la produttività e diminuisce lo stress (80%), portando vantaggi tangibili per aziende e lavoratori. Questi i risultati di un recentissimo rapporto di Manageritalia presentato a supporto di una proposta di legge per favorire la diffusione del telelavoro. L’indagine sui manager ci dice che nel mondo dei servizi un’azienda su tre (29,5%) utilizza il telelavoro e per i dirigenti questo ha portato a un aumento della produttività (55,7%). Certo rispetto alla situazione nazionale questo universo, aziende medio grandi e managerialmente più avanzate del terziario, mostra un ben maggiore utilizzo di questo strumento. Ma proprio per questo ha ancor più voce in capitolo nel giudicarne pregi e difetti.
I vantaggi per le aziende sono organizzazione più flessibile (84,9%), maggior motivazione e meno stress e quindi più produttività (80,2%). Per i lavoratori i vantaggi sono: meno perdita di tempo per spostamenti (85,8%), più autonomia organizzativa (57,5%) e meno stress (55,2%), più tempo per sé e la famiglia (49,5%), risparmio di denaro (46,7%) e più produttività (35,4%). Gli svantaggi per aziende e dipendenti sono pochi e tutti superabili.
Ma allora perché in Italia il telelavoro non decolla? Perché, dicono tutti i manager intervistati, chi oggi lo utilizza e chi no, fa perdere all’azienda il controllo sui collaboratori (73,7%), non è mai stato incentivato dallo Stato (73,5%), i sindacati lo hanno sempre ignorato se non osteggiato (64,4%), abbiamo infrastrutture tecnologiche ancora poco efficaci, efficienti o troppo costose (62,4%).Per entrambi il telelavoro non va bene per tutte le funzioni e per tutti i ruoli, ma per tante e soprattutto per quelle medio alte. Nell’ordine è ritenuto più funzionale per impiegati (84,1%), quadri (61,7%), dirigenti (45,7%) e molto meno per gli operai (4,5%) e, a livello di aree funzionali, più per Ict (73,5%), amministrazione (59,1%), marketing e comunicazione (55,6%), commerciale/vendite (54,7%), segreteria/centralino/data entry (40,9%).
Per telelavorare di più, si dice, bisognerebbe introdurre sgravi fiscali sul costo del telelavoro (82,5%), promulgare una legge nazionale da inserire nei contratti di lavoro (55,2%), dare incentivi vari da parte dello Stato (52,5%).
Quindi per “fare l’impresa” si deve cambiare e tanto! Ma per i manager migliorare l’organizzazione del lavoro si deve e si può. Così si erano infatti espressi gli oltre 1.000 dirigenti intervistati da Manageritalia nel marzo 2010 auspicando e ritenendo possibile un miglioramento dell’organizzazione del lavoro per migliorare clima e produttività delle aziende (77%). Allora perché non si potrebbe partire dal telelavoro e soprattutto da quello che la sua introduzione comporta? Introdurre il telelavoro, infatti, significa prima di tutto abbracciare una nuova cultura aziendale e organizzativa, che si fonda non sul controllo e sulla gerarchia, ma sulla responsabilità diffusa, il decentramento, l’autonomia e la gestione delle persone su obiettivi e risultati raggiunti e quindi sul tanto abusato, ma pochissimo praticato, merito. Insomma, il telelavoro potrebbe essere il “cavallo di troia” per imprimere un forte cambiamento a un sistema economico e un mondo del lavoro che operano con strumenti di 20 o 30 anni fa in una realtà profondamente mutata. Flessibilità, produttività e merito potrebbero diventare realtà anche grazie a questo. Basta, si fa per dire, crederci e volerlo!

Comments

Se siete iscritti alla community di Business People effettuate il login per pubblicare un commento.
Se non siete iscritti, registratevi alla community di Business People.

Lorenzo Guerriero

Gli ultimi contributi dell'ex presidente di Manageritalia, mancato il 18 maggio 2011. Oltre al suo lungo impegno nell'associazione, la collaborazione con Business People e la rubrica 'progetto manager'