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Minisconto in arrivo per gli Eltif

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Lunedì, 05 Agosto 2019

Se le banche e le casse dello Stato chiudono i rubinetti, all’economia reale non resta che rivolgersi ai privati. Non a caso negli ultimi anni il legislatore europeo e italiano hanno creato due soluzioni, come i Pir e gli Eltif, per veicolare il risparmio verso le piccole e medie imprese. I Pir, si sono rivelati delle “meteore”: nel 2017, al secondo anno di vita, hanno raccolto quasi 11 miliardi di euro. Il successo di questi “contenitori fiscali”, che possono accogliere al proprio interno diverse tipologie di strumenti finanziari (azioni, obbligazioni, Etf ecc.), è dovuto al particolare regime di esenzione fiscale: se vengono rispettate le norme sui sottostanti e se lo strumento viene detenuto per almeno cinque anni, non si applicheranno né le imposte sulle rendite da capitale né quelle successorie. 

Troppo bello per essere vero: l’ultima modifica introdotta dal governo giallo-verde a fine 2018 per favorire l’afflusso al mercato del venture capital, ha in realtà reso invendibili questi strumenti alla clientela retail. Una mazzata, oggi la raccolta è stata quasi azzerata. Così l’industria del risparmio ha deciso di puntare sugli Eltif, gli European Long Term Investments Funds , che non sono contenitori fiscali ma fondi chiusi di investimento e che, a differenza dei Pir, possono investire in un’ampia gamma di sottostanti che non si esaurisce solo in titoli di debito o di equity di aziende già quotate, ma abbraccia anche il private debt, i minibond e le piattaforme fintech.

Gli Eltif raccolgono capitali dagli investitori, i quali sono rimborsati solo a scadenza o dopo un lasso di tempo specificato dal regolamento del fondo: sono strumenti di lungo periodo, più adatti a clienti istituzionali e al private banking (clienti con un patrimonio superiore a 500 mila euro). Per agevolarne il collocamento, anche chi investe in Eltif potrà godere di uno sconto fiscale. Il Decreto Crescita, in vigore dallo scorso 30 giugno (articolo 36 bis), prevede infatti che le plusvalenze derivanti da capitali investiti in Eltif non siano soggette a imposizione, ma solo per le persone fisiche che investono somme annue fino a 150 mila euro e fino a un totale di un milione e mezzo complessivi.

Per beneficiare del vantaggio fiscale, l’investimento dovrà essere detenuto almeno per cinque anni e il patrimonio raccolto dal gestore non dovrà essere superiore a 200 milioni all’anno fino a un tetto di 600 milioni. Le disposizioni riportate saranno efficaci a partire dal 2020. Il mini sconto fiscale sarà efficace? Stando a recenti stime di Equita SIM, gli Eltif potrebbero raggiungere 7-8 miliardi di euro di masse gestite, ma ci vorranno cinque- sette anni, come si è visto nel Regno Unito con i Venture Capital Trust, strutture simili agli Eltif, che dal loro lancio hanno raggiunto i 7,7 miliardi di sterline a fine 2018. Staremo a vedere.

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LA RIVISTA
Anno XIV n 8 agosto 2019
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