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Me la prendo con il consulente o con l’algoritmo?

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Lunedì, 11 Marzo 2019
investimenti-finanza © iStock/anyaberkut

Siamo pronti ad affidare i nostri risparmi e le nostre scelte di investimento a un algoritmo, per quanto sofisticato, insomma a un computer? Già, negli ultimi anni anche il mondo degli investimenti ha visto nascere un gran numero di strumenti digitali in grado di fornire servizi di pianificazione finanziaria automatizzata, cioè senza supervisione umana, che sono fruibili direttamente dallo smartphone, dal tablet o dal pc.

L’avanzata dell’automazione è inarrestabile e riguarda ormai quasi ogni aspetto della nostra vita. La finanza non poteva essere esclusa. Del resto da una decina di anni ormai non andiamo più in banca. Facciamo – o siamo costretti a farlo – tutto da soli (bonifici, pagamenti ecc.) davanti al pc o sulle app, anche se la modalità “self service” ci fa perdere tempo e necessita di una buona dose di pazienza (pensate alla noia di ricordarsi i vari codici di sicurezza, utente, Pin ecc.). Il mondo degli investimenti è rimasto a lungo fuori dalla rivoluzione digitale, per lo meno in Italia, ma alla fine si è dovuto adeguare, anche perché sono cambiati anche i clienti. Stando a un recente sondaggio realizzato dal gestore di patrimoni americano Legg Mason in 17 Paesi (tra cui l’Italia), la maggior parte degli investitori vorrebbe poter gestire i propri investimenti con la stessa semplicità e comodità con cui acquistano online o ascoltano musica in streaming. La pensa così il 60% degli intervistati in Italia, mentre quasi la metà del campione vorrebbe poter svolgere tutte le operazioni relative ai propri risparmi con una sola app senza rivolgersi a un esperto.

Lo smartphone sta, dunque, per prendere il posto dei consulenti finanziari? Andiamoci piano, di mezzo c’è il nostro gruzzolo. Non a caso due investitori italiani su tre – almeno stando a quanto dichiarato – hanno detto di innervosirsi alla sola idea di non poter parlare con un essere umano quando si tratta dei propri investimenti. Con chi prendersela, per esempio, se le cose vanno male? Hai voglia ad affiancare al web i call center, se poi dall’altra parte della cornetta c’è un operatore che di finanza non ne sa nulla. Discutere di persona con un esperto è tutta un’altra cosa. Ma il “tech” va sempre in coppia con “low cost” e la consulenza finanziaria, come tutti i servizi specializzati, ha un costo. Ebbene, di ciò quasi un quarto degli italiani (37%) sembra non rendersene conto: pensa che questo tipo di servizio sia gratuito, stando all’ultimo Rapporto sulle scelte di investimento della Consob. Il 45% non sa poi come il consulente sia retribuito (ve lo diciamo noi: o con le retrocessioni delle commissioni applicate ai prodotti o a parcella). Insomma, i vostri investimenti sono andati male? Volete incazzarvi con qualcuno in carne e ossa? Mettete mano al portafoglio. Altrimenti prendetevela con voi stessi.

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Anno XIV n 11 novembre 2019
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