BusinessPeople

Ah, l’America

Torna a Follow the money
Giovedì, 06 Dicembre 2018
© iStock/studiocasper

Tra gli Stati Uniti d’America e l’Europa (soprattutto l’Italia) c’è di mezzo l’Oceano. E non è solo una constatazione geografica. Prendete l’industria del risparmio gestito: in Italia vale oltre 1.000 miliardi di euro; in America qualcosa come 18.800 miliardi di dollari. Ma a colpirvi, se pensate al vostro portafoglio, non sono tanto le dimensioni del mercato, quanto le politiche dei prezzi tra le due sponde dell’Atlantico.

Per farla breve: mentre negli Usa è iniziata l’era dei fondi a “costo zero” (avete capito bene), in Europa le generose commissioni pagate dai clienti fanno felici più le banche che i clienti. Prendiamo l’Italia: negli ultimi tre anni le famiglie sono tornate a investire nei fondi comuni. Una quota così elevata all’interno della ricchezza complessiva (12%) non si osservava dal 2004, si legge in un recente studio di Bankitalia pubblicato i primi di novembre. Gli analisti di Via Nazionale spiegano, però, che a spingere i risparmiatori verso questi prodotti risparmio collettivo sono state le banche che «hanno favorito le sottoscrizioni, dato che la lenta dinamica del credito non impone una forte crescita della raccolta». È una percentuale più bassa di quella vista vent’anni fa, quando si aggirava al 18%, ma significativa: sommandola alle quote di patrimonio investito in strumenti assicurativi e fondi pensione, si arriva a un bel 35%. 

Detto altrimenti, affidiamo oltre un terzo dei nostri risparmi all’industria del risparmio. A che prezzo? Torniamo dall’altra sponda dell’Atlantico, dove ormai Etf e index fund (fondi passivi che replicano un indice di riferimento e a basso costo) hanno commissioni inferiori allo 0,1% del capitale investito. Da noi si viaggia ampiamente sopra l’1%. Laggiù Fidelity, grande gestore americano basato a Boston, a settembre ha lanciato due fondi senza commissioni, per attirare ancora più investitori, mentre Vanguard – altro colosso con sede in Pennsylvania – dalla scorsa estate offre in via promozionale addirittura 1.800 Etf gratuiti all’interno della sua piattaforma. Qui, invece, uno prende uno studio della Consob (pubblicato a inizio anno e riferito al periodo 2012-2016) e gli viene voglia di mettersi le mani nei capelli: costi di gestione che in media si aggirano all’1,4% e che non di rado sono superiori alla performance, tanto che il rendimento del fondo dopo 12 mesi è addirittura negativo, e altri escamotage per alzare le commissioni, come quello di alzare i costi di ingresso, più che raddoppiati in cinque anni dallo 0,7 all’1,5%. E perché i fondi in Italia costano di più? Lo spiega lo studio: una quota molto elevata dei costi serve a remunerare i distributori, cioè i professionisti che dovrebbero consigliarci dove e come investire. Parliamo di una percentuale pari a circa il 70% della commissione di gestione di un fondo, oltre la metà. Ah, l’America!

POST PRECEDENTE
LA RIVISTA
Anno XIII n 12 dicembre 2018
Copyright © 2018 - DUESSE COMMUNICATION S.r.l. - Tutti i diritti riservati - Privacy Policy - Credits: Macro Web Media